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Novità, trends e riflessioni dal mondo dell'ospitalità

Consulenza e Marketing per l'ospitalità
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“Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione” (James Russell). Sicuramente cambiare modo di vedere le cose è una delle cose più difficili da affrontare. Infatti è uno dei temi più utilizzati nell’editoria “motivazionale”: gli scaffali delle librerie sono colmi di libri che affrontano il cambiamento, inteso in senso personale e professionale.

Da vent’anni parliamo di cambiamento con i nostri clienti in consulenza e formazione, ma nonostante le continue variazioni di scenario che si sono succedute in tutti questi anni, la riluttanza rimane sempre molto forte da parte di molti.

Qui di seguito abbiamo preparato un elenco composto da una ventina di motivi di resistenza al cambiamento che abbiamo identificato nel corso di tutti questi anni:

1.Paura. Abbiamo una paura innata dello sconosciuto. “Ho paura di ciò che potrebbe accadere”.
2.Miopia. Non siamo in grado di vedere che il cambiamento è nel nostro interesse. “Questo non ci sarà d’aiuto”
3.Egoismo. A meno che il cambiamento non porti risultati economici immediati, siamo portati a resistervi. “Cosa ci guadagno?”
4.Omeostasi. L’equilibrio è più comodo, il cambiamento è scomodo. “Mi sento più a mio agio quando le cose sono tutte al loro posto”.
5.Ego. Chi comanda deve avere il coraggio di ammettere quando si è nel torto. “Credo di avere già fatto il meglio possibile ”
6.Mancanza di fiducia. Il cambiamento minaccia la nostra autostima. “Questo potrebbe rivelare la mia vera natura”.
7.Timing. Determinate condizioni devono essere soddisfatte perché il cambiamento si verifichi. “Cambierò quando sarà il momento giusto”.
8.Natura umana. Per natura siamo egocentrici mentre il cambiamento richiede una certa dose di altruismo. “Altri ne beneficeranno più di me”
9.Inerzia. Un corpo in movimento richiede considerevole forza per alterare la propria rotta. “Abbiamo già intrapreso un’altra strada”.
10.Pensare a breve termine. La gente ha difficoltà a vedere e sostenere visioni a lungo termine. “Non riesco a vedere cosa succederà”.
11.Ostinazione. La gente percepisce solo gli esiti opposti o negativi del cambiamento. “Tutto ciò peggiorerà le cose”.
12.Compiacimento. Preferiamo il sentiero che presenta minor resistenza. “Sono già soddisfatto di come stanno andando le cose”
13.Pensiero di gruppo. La conformità sociale limita il nostro pensiero. “Cosa vuole fare la squadra?”
14.Mancanza di conoscenza. La percezione di mancanza di conoscenza, abilità e esperienza. “Non l’abbiamo mai fatto e non sappiamo come farlo”.
15.Eccezionalità. La gente non vede le situazioni con obiettività. “Questo può funzionare altrove, non nel mio albergo”.
16.Futilità. Il cambiamento viene visto come non meritevole dello sforzo richiesto. “Perché complicarci le cose, per guadagnare così poco?”
17.Cinismo. La gente diffida delle intenzioni, delle motivazioni e tiene traccia di tutti i cambiamenti del passato. “Eccoci di nuovo qua”.
18.Shock futuro. I cambiamenti su larga scala spaventano la gente facendoli sentire inadatti. “Sento odore di disastro”.
19.Dite la vostra.
20.Dite la vostra.

Il nuovo anno si sta avvicinando ed è bene, davanti ad uno scenario così mutevole ed avvincente come quello che siete chiamati ad affrontare, pensare a nuovi obiettivi di mercato e strade da intraprendere per il bene della vostra azienda o di quella per cui lavorate. E’ bene prestare attenzione per quando la resistenza al cambiamento si presenterà al vostro cospetto travestita da uno o più di questi motivi.



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Baby boomers così negli USA viene chiamata la generazione dei nati tra il 1946 e il 1964; essi costituiscono una parte cospicua della popolazione americana, hanno cambiato le abitudini di consumo e di conseguenza anche il modo di fare business.
Dai pannolini alle Barbie, dalla rivista Rolling Stone ai jeans over-size fino ai SUV: ognuno di questi oggetti è stato creato in risposta alle loro esigenze e da qualche tempo anche il mondo dei viaggi ne subisce gli effetti.
I baby boomers oggi hanno tra i 35 e i 53 anni e sono sostanzialmente dei consumatori nuovi, con diverse abitudini e gusti: hanno raggiunto il benessere economico molto prima dei loro genitori, sin da giovanissimi hanno iniziato a viaggiare e, di conseguenza, sono sicuramente più esperti e consapevoli negli acquisti.
Il mercato cerca, pertanto, di identificare le caratteristiche predominanti in modo da profilare questo target di consumatori dalle enormi potenzialità. Ecco 13 punti secondo cui emerge che i baby boomers:

1) Considerano il viaggio non un lusso e qualcosa di superfluo, bensì una necessità. Questo nel settore turistico è un duplice vantaggio: da un lato viene incrementato il business dei viaggi, dall’altro, dato che il viaggio viene visto come esigenza, si va in vacanza indipendentemente dalla propria condizione socio-economica.
2) Hanno viaggiato di più rispetto ai loro genitori. Già da studenti si sono spostati e hanno viaggiato fuori dal proprio Paese e di conseguenza cercano destinazioni esotiche o, comunque, modi diversi di fruire i luoghi più familiari. Sicuramente subiscono l’appeal dei viaggi d’avventura e dei percorsi fuori dal comune, proprio perché alla ricerca di continui stimoli.
3) Si ritengono costantemente giovani. “Adulti Teenagers”, così li ha chiamati Phil Goodman, co-autore di Boomer Marketing Revolution. Questa generazione agisce come se fosse più giovane della sua effettiva età biologica e dunque, ha ancora voglia di sognare come quando aveva 25 anni. Questo atteggiamento giovanile si ripercuote sul modo di viaggiare e, nonostante abbiano ampiamente superato i 30, non vogliono assomigliare ai loro genitori. Il mercato dell’offerta ha dovuto, pertanto, reinventare non solo i prodotti, ma anche le modalità di proporli, sostituendo la parola “maturità” con “esperienza e conoscenza”.
4) Si vogliono divertire. Non sarà dunque una sorpresa il fatto che gli “Adulti Teenagers” cerchino, specie in vacanza, divertimento e momenti stimolanti. Destinazioni e operatori devono, dunque, puntare sullo svago e l’intrattenimento creando prodotti agili, convenienti e leggeri.
5) Vogliono immediata gratificazione. Il benessere ha instillato in loro il desiderio di riconoscimento e soddisfazione immediati. Non di rado, dunque, i boomers non aspettano troppo tempo per concedersi un viaggio. Questo atteggiamento si ripercuote nel loro stile di vita quotidiano: non si organizzano troppo tempo prima, quando hanno voglia di viaggiare prenotano e partono.
Non sono passivi. Vogliono partecipare alla progettazione e all’organizzazione del proprio viaggio e arricchirlo di attività strada facendo. Di conseguenza gli operatori devono fornire proposte flessibili ma anche complete, con un ventaglio variegato di soluzioni. Altro fattore determinante è l’interazione, dunque viene privilegiato il contatto con la cultura locale delle destinazioni che si vanno a visitare.
7) Pensano di essere speciali. Tendono a preferire tutto ciò che conferma questa loro unicità: sono attratti da prodotti personalizzati e l’aspetto più coinvolgente di un viaggio sta proprio nell’esclusività dell’esperienza. Quindi non più viaggi standardizzati, bensì “à la carte”.
8 ) Amano i comfort. Non a caso scelgono mete esotiche, vanno alla ricerca delle destinazioni d’elite e di lusso e, di conseguenza, le sistemazioni devono riflettere questo desiderio di esclusività. Non un hotel dallo stile anonimo, ma con servizi e peculiarità che vada incontro ai loro gusti.
9) Sono sempre di corsa. A causa dei ritmi di vita quotidiana stressanti amano vacanze in cui potersi rigenerare, come quelle nei centri benessere all’insegna del dolce far niente, oppure, all’estremo opposto, scelgono tour avventurosi caratterizzati da notevole impegno psico-fisico. La vita frenetica li porta anche ad avere poca pazienza, non gradiscono dunque sprechi di tempo e amano gli short break, vacanze corte e frequenti. La tecnologia in tal senso viene in loro soccorso: informarsi e prenotare con internet è più agevole.
10) Comprano lusso, competenza e convenienza. Sicuramente il prezzo e la convenienza sono determinanti nella scelta d’acquisto, tuttavia danno anche molta importanza al valore e alla qualità dei prodotti/servizi proposti.
11) Sono scettici e individualisti. Prima di fidarsi e comprare vogliono avere certezze, ecco perché si affidano alla ricerca autonoma tramite il web e in particolare danno molto credito alle recensioni on-line degli altri utenti.
12) Sono molto selettivi prima di scegliere una destinazione o una struttura e preferiscono fare gruppo tra di loro.
13) Hanno caratteristiche disomogenee. Sono probabilmente la generazione meno uniforme e coerente sino ad oggi e vivono situazioni ben distinte: chi è single, chi invece è già nonno, chi ha appena cambiato percorso professionale, chi viceversa è già prossimo alla pensione.

Questi non sono che spunti per far comprendere come i baby boomers rappresentino, dunque, un segmento di mercato tanto complesso quanto però anche molto interessante.

(liberamente tratto da qui)



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