Marketing turistico Teamwork Rimini
  Home   l   Area Riservata   l   Newsletter   l   Dove siamo   l  Contatti  l  Lavora con noi  l  Privacy  l  Sitemap
teamwork-rimini




Bookmark and Share

Le località di mare, non solo la Riviera Romagnola, sono caratterizzate dalla “stagionalità” che spinge gli alberghi a rimanere chiusi per diversi mesi all’anno. Per lungo tempo, tale abitudine non ha particolarmente influito sui ricavi dei singoli alberghi e sul territorio, ma oggi pesa e non poco sul bilancio delle strutture ricettive.
Questo è stato anche un argomento del “Forum sulla stagione turistica 2011”, organizzato da Teamwork a Rimini il 26 settembre; all’incontro hanno partecipato gli albergatori della costa romagnola e sono intervenuti il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi e l’assessore al Turismo della Provincia di Rimini, Fabio Galli.

Ma come può un albergo decidere di fare il grande salto e passare da hotel stagionale ad annuale? Puntando sui servizi, individuando nicchie di mercato, differenziando e specializzando la propria offerta. Chi viaggia cerca esperienze uniche, è sempre più esigente, vuole una vacanza su misura. E non solo nei periodi canonici dedicati alle “ferie”, ma ormai durante tutto l’anno. L’importante è che la proposta di soggiorno sia allettante!
Qualità dei servizi, buona organizzazione e un pizzico di creatività sono gli ingredienti per creare i cosiddetti “pacchetti”, ovvero, offerte ben confezionate mirate a soddisfare esigenze specifiche: ad esempio, per gli amanti dello sport, dei week end enogastronomici, per chi viaggia con il proprio animale domestico, per gli amanti della natura, dell’arte, del benessere,… Insomma le possibilità sono innumerevoli, basta saperle comunicare al meglio e gestirle con cura per tutta la durata del soggiorno dell’ospite.
Se poi gli alberghi creano sinergie col territorio e/o si uniscono per realizzare offerte più ricche e articolate, la proposta diventa ancora più appetibile e l’intera località ne trae grandi vantaggi.
Avete in mente di fare il grande salto, ma avete dei dubbi sulle azioni da svolgere? Teamwork può aiutarvi, dandovi consigli, creando offerte coerenti con la vostra realtà, offrendovi l’opportunità di conoscere alberghi che già lavorano in sinergia. Sono diversi gli hotel che hanno prolungato la stagione turistica e il tasso di occupazione continua a dar loro ragione.



Bookmark and Share

Il mondo è fatto di storie: siamo tutti attratti da episodi che riguardano la vita delle altre persone e al tempo stesso amiamo condividere con gli altri le nostre esperienze. Oggi ne sono un esempio fortunato i tanti social network i cui contenuti si basano proprio su informazioni e fatti postati e resi collettivi dagli utenti stessi che contemporaneamente raccontano, si informano e commentano.
Questo rappresenta una grande opportunità per il settore alberghiero: gli hotel, infatti, costituiscono una ricca e pressoché illimitata fonte di esperienze, sono lo scenario ideale per molti avvenimenti inusuali e originali. Ogni albergatore, in virtù delle sue esperienze e del suo lavoro, che lo portano quotidianamente a relazionarsi con ospiti e collaboratori, può vantare un bagaglio copioso di storie e aneddoti. Occorre però saperli raccontare. Vediamo invece, sui siti o sulle pagine dei social network, contenuti impersonali, distaccati e banali.
È necessario dunque concentrarsi su una comunicazione originale che sappia costruire un dialogo con i propri ospiti.
Ecco alcuni suggerimenti.
1) Cominciate a raccontare. Anche se l’albergatore non può controllare le conversazioni, le può influenzare positivamente, adottando un atteggiamento interessato a quanto viene pubblicato e cercando di proporre contenuti e risposte coerenti, spontanei e soprattutto positivi.
2)Trovate il vostro stile narrativo. Sul sito e nel materiale informativo cartaceo, l’elenco dei servizi e dei vantaggi è senz’altro necessario, ma sicuramente noioso. Approfittate di Facebook o Twitter per comunicare la vostra offerta in modo diverso. Ad esempio, potreste scrivere: Stasera una coppia di giovani ospiti innamorati ha cenato a lume di candela scegliendo il nostro “Love Menù” …
Il messaggio sottinteso? Romanticismo, atmosfera e una cena deliziosa.
3) Ispiratevi alle recensioni online dei vostri ospiti. I consumatori sempre di più tendono a ignorare le azioni commerciali e promozionali che troppo spesso raccontano storie improbabili e comunicano messaggi poco realistici. Per questo preferiscono le recensioni online degli altri utenti che descrivono esperienze autentiche e che, dunque, risultano più convincenti. Prendete esempio da questi racconti cercando di imitarne lo stile senza dimenticare una sana dose di spontaneità: solo così catturerete l’attenzione dei potenziali clienti, guadagnandovi probabilmente anche la loro fiducia.
4) Mostrate, non descrivete. Sul web la nostra attenzione si concentra maggiormente su immagini e grafica piuttosto che su testi scritti. Usate le immagini per conferire autenticità al vostro racconto, oppure video. Affidatevi a tecnici professionisti, per non rischiare di realizzare prodotti mediocri di dubbio risultato.
5) Resistete alle spiegazioni dettagliate. Siate concisi, evitate di voler dire tutto, ma lasciate che qualità del testo e delle immagini parlino da soli, evochino sensazioni e stimolino l’immaginazione dell’utente.
6) Comunicazione, non pubblicità. A volte blog e social network vengono usati per ospitare promozioni, offerte e sconti. Questi non sono racconti, bensì azioni commerciali che devono trovare un altro contenitore e un diverso canale di diffusione. Social network e blog devono raccontare di voi e dei vostri ospiti come fa Sheraton nella sua comunità online, Better When Shared, in cui ospiti e staff possono condividere storie, foto e impressioni.
7) Le storie sono i vostri clienti. Ascoltateli, imparate da loro e incoraggiateli a condividere.



Bookmark and Share

… A meno che non ci siano un oggetto corretto, dei contenuti interessanti, una grafica accattivante, un database con tutti contatti di qualità (ovvero di clienti attuali e potenziali e con gli indirizzi aggiornati).
Questi sono i 5 must indispensabili per dare valore alle vostre newsletter. Ognuno di noi possiede in media 2 caselle di posta elettronica, privata e aziendale, e riceve non meno di 20 e-mail al giorno, il 43% delle quali sono newsletter o notifiche di vario genere.
La domanda più ovvia è: in questo mare di informazioni che riceviamo quante di queste vengono cestinate? E noi cosa possiamo fare perché i destinatari ci leggano?
Il primo ostacolo da superare è lo spamming; per non finire in automatico nel cestino è bene che il nostro database sia di qualità. Non è necessario avere molti contatti ma conta di più averne pochi, aggiornati e, soprattutto, interessati. La chiave del successo sta nel fare la proposta giusta alla persona giusta, interessata a quello che abbiamo da comunicare; in caso contrario, finiremo nel cestino come tutti gli altri.
A non finire in spam ci aiuterà anche l’oggetto che, ricordate, deve essere breve (al massimo 50 caratteri), non deve contenere troppe maiuscole o spazi ingiustificati ed essere coerente con il contesto. Dovrebbe anche incuriosire un po’, per spingere il destinatario ad aprire la posta. Simpatico l’oggetto di una promozione di Disneyland Paris che diceva: Ma i Rossi… sarebbero pronti a baciare una rana?! E all’interno della mail proseguiva con: Troppo timidi per un bacio?
La grafica è quella che contraddice il famoso detto “l’abito non fa il monaco”. Infatti, niente di più sbagliato! La prima impressione, i primi secondi di visualizzazione, sono sempre cruciali. Tenendo conto che il 47% delle newsletter che riceviamo riguarda proposte di viaggi e turismo, il nostro obiettivo è distinguerci. Dimenticate il carattere Times New Roman, così impersonale da diventare asettico. Ma evitate anche caratteri strani che rischiano di non essere riconosciuti dai pc dei destinatari. Quindi, puntate su Arial o Verdana. Attenzione ai colori, che siano pochi e tenui. Lesinate anche su grassetti, sottolineature (sono considerate dei link) e cambi di dimensione. La parola d’ordine dovrà essere sobrietà (che però non equivale a freddezza…. non facile eh?).
In poche parole, la differenziazione passa anche attraverso una grafica pulita e una comunicazione semplice e diretta che generi la famosa “call-to-action” ovvero che invogli il lettore a compiere un’azione. E l’azione da compiere siamo noi a deciderla: rimandare al nostro sito web per approfondire la notizia o far condividere l’informazione sui social network.
Se abbiamo superato i primi tre ostacoli, siamo quasi al traguardo. Ma per essere sicuri di raggiungerlo da campioni i contenuti sono fondamentali. Dobbiamo avere qualcosa da comunicare, che sia un articolo, un’intervista, una nuova proposta di pacchetto o di soggiorno, qualsiasi cosa che desti curiosità e che sia vantaggioso (meglio: interessante o accattivante) per chi riceve la proposta. Il vantaggio può essere economico, se proponiamo un soggiorno ad un prezzo speciale, o di contenuti, se sveliamo in anteprima delle informazioni riguardanti la nostra attività. Qui la parola d’ordine è: BREVITÀ.
Rispettati questi parametri, non dimenticate di fornire sempre tutti i recapiti utili a generare un contatto diretto, dal sito web al numero di telefono, all’indirizzo mail della persona da contattare.
A questo punto, buona redazione a tutti!



Bookmark and Share

È nato un nuovo strumento di Facebook che metterà fine ai tradizionali sondaggi telefonici; si chiama “Facebook Questions”. Oltre ad essere simpatico e utile, è capace di creare un effetto virale immediato.
Le prime aziende ad utilizzare questo strumento all’interno della propria strategia di social media marketing sono state Starbucks, la più grande catena internazionale di caffetterie e il marchio Gucci.
I risultati sono stati immediati: 37.720 risposte per Starbucks in 3 settimane, mentre Gucci ha sapientemente invitato i suoi clienti a suggerire abbinamenti, a votare il modello di borsa da regalare alla mamma per la sua festa, a indicare le spiagge più cool dove indossare un capo del marchio.
Cerchiamo di capire come funziona e come sfruttarlo al meglio per creare un ritorno sulla pagina del nostro albergo. Gli spunti sono moltissimi, l’importante è ricevere quante più risposte visibili agli amici degli amici per creare un effetto virale che desti curiosità.
Come creare un sondaggio – Per inserire una domanda vi basterà cliccare sull’icona che troverete sulla sinistra della home page della vostra pagina di Facebook. Vi basterà inserire il quesito che volete porre e potrete aggiungere delle risposte pre-impostate. Dando delle opzioni, faciliterete il compito a chi vorrà rispondere, ma potrete anche consentire a chiunque di aggiungerne di nuove. Una volta pubblicata, la domanda si diffonderà molto rapidamente, poiché sulla bacheca di ognuno comparirà una riga di notifica. Il passaparola sarà esponenziale perché, anche coloro che non sono fan della vostra pagina, o non sono vostri amici, potranno rispondere e le probabilità che diventino vostri fan aumenteranno di certo. Creare curiosità è, quindi, fondamentale.
Per fare questo bisognerà porre delle domande che siano accattivanti; le possibilità sono infinite e dalle risposte dei fan riuscirete a capire meglio i loro gusti, le loro aspettative sulla vacanza, ma anche carpire idee e suggerimenti.
Basti pensare al noto marchio italiano di yogurt Activia di Danone che ha citato nella propria pubblicità “Lo avete scelto voi su Facebook”. Pensate alla facilità con cui potrete ottenere dei suggerimenti da coloro che vivono l’albergo da clienti.
Ponete domande che riguardino direttamente i servizi in albergo, come: “Cosa vorreste trovare nel frigobar?” o “Cosa renderebbe il buffet della colazione indimenticabile?”, o ancora “Quale nuovo servizio vorreste trovare in albergo?”;
in alternativa potreste chiedere “Qual è il locale più trendy per trascorrere le serate estive in Riviera?”, “Qual è il piatto migliore che avete assaggiato durante la vostra vacanza?”.
Questo potrebbe essere il modo migliore per creare del co-marketing con bar, ristoranti, discoteche vicini al vostro albergo. Incentivando, poi, le risposte attraverso dei piccoli omaggi ai clienti vi assicurerete un’alta percentuale di risposte.
Attenzione, però, non abusatene, rischiereste di creare un effetto negativo. Nel marketing e ancor più nel social media marketing, dove il contatto con i potenziali clienti è diretto, è facile instaurare buone relazioni ma ancor più rovinarle. Datevi un obiettivo, pensate a cosa veramente vi interessa sapere e ponete la domanda sperando che siano in tanti a darvi una risposta.



Bookmark and Share

Un sondaggio pubblicato da Webcredible ha rilevato che i contenuti pubblicati dagli utenti su siti come Tripadvisor o Trivago stanno diventando il fattore chiave nella selezione del servizi turistici sia che si tratti di una prenotazione alberghiera, aerea o altro. Addirittura un quarto di consumatori lo identifica come il fattore di maggior importanza.

Il sondaggio ha coinvolto più di mille acquirenti abituali tra Dicembre 2010 e Maggio 2011 sul fattore che maggiormente li spinge ad acquistare una vacanza online.

Per gli intervistati, l’unico fattore più importante delle recensioni è il prezzo, con il 38%. Gli “affari” (le promozioni, le offerte speciali, last minute, ecc.), inoltre, sono la condizione che influenza la scelta di prenotare un servizio presso una struttura rispetto alle concorrenti.

Ascoltare l’opinione di nostri simili è importante
Ascoltare l’opinione di nostri simili è molto più importante che fare affidamento sulla recensione dell’esperto. Si tratta di un assioma riconosciuto dalla psicologia comportamentale secondo cui gli individui sono tipicamente soggetti alla proposizione somiglianza-attrazione. Un senso di“identificazione” all’interno di un gruppo rafforza, quindi, il rapporto e la fiducia tra coloro che ne fanno parte – di conseguenza professionisti ripongono fiducia nei professionisti e i consumatori nei consumatori.
La persona media è più facilmente influenzata dall’opinione di altre “persone medie” infatti il detto “siamo tutti nella stessa barca” porta in sé un senso accattivante di parità di condizioni e permette loro di far coincidere le esperienze di altri con le proprie preferenze o situazioni di viaggio immaginate.
Ciò è particolarmente rilevante quando si acquista un bene intangibile come un servizio di viaggio che non può essere testato o visto nella sua interezza.
Scrivere di viaggi per tutta una vita, come coloro che scrivono per guide o riviste di settore, porta, in genere, ad avere un approccio distaccato e formale nel valutare e apprezzare un servizio e genera una certa distanza tra il consumatore e il recensore. Il viaggiatore medio, d’altro canto, ha un approccio “senza filtri”, con un linguaggio simile al consumatore che lo fa sentire affine.

Ecco alcuni punti da considerare:

1. Il turismo è un prodotto basato sull’esperienza
A differenza di altri settori, dove il parere dello specialista è necessariamente più autorevole – la medicina, per esempio – la soggettività crescente di una recensione scritta da uno come noi che ha vissuto l’esperienza di viaggio come la vorremmo vivere noi, con i limiti di conoscenza tecnica o specialistica che possiamo avere, è ritenuta dal consumatore più credibile.

2. La natura dell’età dei social media
Il modello di business che fa affidamento sulla credibilità ed affidabilità delle opinioni delle riviste e delle guide professionali cozza con i principi del marketing 2.0 che si basa sul rapporto peer to peer (da pari a pari). Forum online, Travel Community, Travel Blog e i loro “fratelli minori” stanno prendendo il posto della “conoscenza dello specialista” con la “conoscenza dei molti”.

3. L’esperienza d’acquisto influenza la ricchezza di contenuto
Un’opinione scritta da professionisti spesso si presta ad essere più sobria, più blanda. I cosiddetti “novizi”, d’altro canto, hanno la possibilità di esprimersi più liberamente, che si tratti di un’opinione positiva o negativa, diventando, agli occhi del lettore, esso stesso “novizio”, più rilevante.

4. Lo stile delle recensioni online
Il “passaparola virtuale” è per sua natura, molto personale, e diventa molto più rilevante quando la comunicazione è informale. Le recensioni degli utenti hanno il vantaggio di un certo grado di “ingenuità” che li rende più convincenti. L’errore di battitura o grammaticale produce un senso di reale, di credibile e soprattutto di genuino su ciò che viene scritto.

5. Maggior numero di opinioni
Al cliente piace valutare le proprie opzioni di viaggio basandosi su una certa quantità di opinioni. In questo caso il modello di recensione specialistico non
offre un numero di opinioni sufficiente per essere utile nella scelta finale del viaggio.

6. I professionisti sono pagati per scrivere recensioni
Non è necessario essere esperti per riconoscere che un’opinione “professionale” può essere soggetta a condizionamenti, che siano essi volontari o involontari. Ciò, non accade quasi mai con i recensori non pagati: si tratta di una delle basi su cui si fonda la credibilità di un’opinione “sopra le parti”.

Condivisione e somiglianza diventano quindi fattori chiave nel cosiddetto Travel 2.0 e gli operatori turistici ed alberghieri dovrebbero focalizzare al meglio le loro energie sulla gestione dei contenuti generati dal cliente e la pubblicazione dei propri contenuti in risposta. Naturalmente stiamo parlando di Web reputation.



Bookmark and Share

Trivago ha recentemente condotto un sondaggio ai turisti europei per scoprire i principali fattori che determinano un buon pernottamento alberghiero. il risultato più eclatante che ne è uscito è che più della metà (il 56% degli interpellati) ha dichiarato che negli hotel europei si dorme male. Tra le ragioni: un letto di scarsa qualità, un cuscino scomodo e temperature inadeguate.
Nel giudizio del campione, composto da 7561 intervistati, giocano un ruolo determinante la qualità del materasso (25%) le condizioni e le dimensioni del letto in generale. Per quest’ultima voce la maggior parte di risposte è venuta da tedeschi ed olandesi (notoriamente di statura superiore alla media).
Per gli inglesi, perché il sonno possa definirsi di qualità, al pari della comodità del letto è fondamentale l’insonorizzazione della camera (24%). Greci ed italiani prestano attenzione al design e all’atmosfera della camera, Non si può dire altrettanto degli spagnoli che preferiscono un comodo cuscino e soffici lenzuola (20%).

La temperatura della camera è un fattore rilevante per italiani ed inglesi (11% per entrambe); i lusitani posano, infine, attenzione sulla presenza dei sistemi di sicurezza in hotel e nella camera (chiusura della stessa, cassaforte, ecc.) come condizione per un sonno tranquillo e rigenerante.

A proposito di quanto emerge vi segnaliamo il workshop itinerante gratuito sulla riqualificazione e ristrutturazione alberghiera che Teamwork sta portando in giro per l’Italia con la collaborazione di Hospitality Project, lo studio di architettura Caberlon Caroppi e con il contributo di importanti partner commerciali: Artemide, Simmons, Fenicia Group, Tino Sana, Hansgrohe e Apir. Vi segnaliamo, di seguito, le date:

Viareggio, Hotel Principe di Piemonte – 3 marzo 2011
Venezia Mestre, Hilton Garden Inn – 5 aprile 2011
Cagliari, T Hotel – 10 maggio 2011
Milano Marittima, Palazzo dei Congressi – 11 ottobre 2011
Riva del Garda, Hotel Du Lac – 18 ottobre 2011

Per informazioni e per iscriversi.



Bookmark and Share

Baby boomers così negli USA viene chiamata la generazione dei nati tra il 1946 e il 1964; essi costituiscono una parte cospicua della popolazione americana, hanno cambiato le abitudini di consumo e di conseguenza anche il modo di fare business.
Dai pannolini alle Barbie, dalla rivista Rolling Stone ai jeans over-size fino ai SUV: ognuno di questi oggetti è stato creato in risposta alle loro esigenze e da qualche tempo anche il mondo dei viaggi ne subisce gli effetti.
I baby boomers oggi hanno tra i 35 e i 53 anni e sono sostanzialmente dei consumatori nuovi, con diverse abitudini e gusti: hanno raggiunto il benessere economico molto prima dei loro genitori, sin da giovanissimi hanno iniziato a viaggiare e, di conseguenza, sono sicuramente più esperti e consapevoli negli acquisti.
Il mercato cerca, pertanto, di identificare le caratteristiche predominanti in modo da profilare questo target di consumatori dalle enormi potenzialità. Ecco 13 punti secondo cui emerge che i baby boomers:

1) Considerano il viaggio non un lusso e qualcosa di superfluo, bensì una necessità. Questo nel settore turistico è un duplice vantaggio: da un lato viene incrementato il business dei viaggi, dall’altro, dato che il viaggio viene visto come esigenza, si va in vacanza indipendentemente dalla propria condizione socio-economica.
2) Hanno viaggiato di più rispetto ai loro genitori. Già da studenti si sono spostati e hanno viaggiato fuori dal proprio Paese e di conseguenza cercano destinazioni esotiche o, comunque, modi diversi di fruire i luoghi più familiari. Sicuramente subiscono l’appeal dei viaggi d’avventura e dei percorsi fuori dal comune, proprio perché alla ricerca di continui stimoli.
3) Si ritengono costantemente giovani. “Adulti Teenagers”, così li ha chiamati Phil Goodman, co-autore di Boomer Marketing Revolution. Questa generazione agisce come se fosse più giovane della sua effettiva età biologica e dunque, ha ancora voglia di sognare come quando aveva 25 anni. Questo atteggiamento giovanile si ripercuote sul modo di viaggiare e, nonostante abbiano ampiamente superato i 30, non vogliono assomigliare ai loro genitori. Il mercato dell’offerta ha dovuto, pertanto, reinventare non solo i prodotti, ma anche le modalità di proporli, sostituendo la parola “maturità” con “esperienza e conoscenza”.
4) Si vogliono divertire. Non sarà dunque una sorpresa il fatto che gli “Adulti Teenagers” cerchino, specie in vacanza, divertimento e momenti stimolanti. Destinazioni e operatori devono, dunque, puntare sullo svago e l’intrattenimento creando prodotti agili, convenienti e leggeri.
5) Vogliono immediata gratificazione. Il benessere ha instillato in loro il desiderio di riconoscimento e soddisfazione immediati. Non di rado, dunque, i boomers non aspettano troppo tempo per concedersi un viaggio. Questo atteggiamento si ripercuote nel loro stile di vita quotidiano: non si organizzano troppo tempo prima, quando hanno voglia di viaggiare prenotano e partono.
Non sono passivi. Vogliono partecipare alla progettazione e all’organizzazione del proprio viaggio e arricchirlo di attività strada facendo. Di conseguenza gli operatori devono fornire proposte flessibili ma anche complete, con un ventaglio variegato di soluzioni. Altro fattore determinante è l’interazione, dunque viene privilegiato il contatto con la cultura locale delle destinazioni che si vanno a visitare.
7) Pensano di essere speciali. Tendono a preferire tutto ciò che conferma questa loro unicità: sono attratti da prodotti personalizzati e l’aspetto più coinvolgente di un viaggio sta proprio nell’esclusività dell’esperienza. Quindi non più viaggi standardizzati, bensì “à la carte”.
8 ) Amano i comfort. Non a caso scelgono mete esotiche, vanno alla ricerca delle destinazioni d’elite e di lusso e, di conseguenza, le sistemazioni devono riflettere questo desiderio di esclusività. Non un hotel dallo stile anonimo, ma con servizi e peculiarità che vada incontro ai loro gusti.
9) Sono sempre di corsa. A causa dei ritmi di vita quotidiana stressanti amano vacanze in cui potersi rigenerare, come quelle nei centri benessere all’insegna del dolce far niente, oppure, all’estremo opposto, scelgono tour avventurosi caratterizzati da notevole impegno psico-fisico. La vita frenetica li porta anche ad avere poca pazienza, non gradiscono dunque sprechi di tempo e amano gli short break, vacanze corte e frequenti. La tecnologia in tal senso viene in loro soccorso: informarsi e prenotare con internet è più agevole.
10) Comprano lusso, competenza e convenienza. Sicuramente il prezzo e la convenienza sono determinanti nella scelta d’acquisto, tuttavia danno anche molta importanza al valore e alla qualità dei prodotti/servizi proposti.
11) Sono scettici e individualisti. Prima di fidarsi e comprare vogliono avere certezze, ecco perché si affidano alla ricerca autonoma tramite il web e in particolare danno molto credito alle recensioni on-line degli altri utenti.
12) Sono molto selettivi prima di scegliere una destinazione o una struttura e preferiscono fare gruppo tra di loro.
13) Hanno caratteristiche disomogenee. Sono probabilmente la generazione meno uniforme e coerente sino ad oggi e vivono situazioni ben distinte: chi è single, chi invece è già nonno, chi ha appena cambiato percorso professionale, chi viceversa è già prossimo alla pensione.

Questi non sono che spunti per far comprendere come i baby boomers rappresentino, dunque, un segmento di mercato tanto complesso quanto però anche molto interessante.

(liberamente tratto da qui)



Bookmark and Share

Essere presenti nelle cosiddette “piattaforme sociali” sembra essere diventato indispensabile oggi anche per il mercato dei viaggi: bisogna essere presenti ad ogni costo. L’impressione generale è, tuttavia, che ognuno pubblichi il medesimo contenuto con l’errata convinzione che ne avremmo percepito l’unicità e autenticità. Cosa serve, invece, per distinguersi dalla massa. Ecco alcuni suggerimenti per fare sì che la vostra presenza sulle piattaforme “social media” abbia una reale efficacia nel rafforzare la vostra hotel experience:


Pianificate la vostra attività “social”. Molti alberghi sono sulle piattaforme “sociali”, aggiornano lo status, pubblicano le info o twittano con grande scrupolosità ma hanno solo una vaga idea del perché lo fanno? Da una recente ricerca della HSMAI risulta che solo il 40% degli hotel attivi hanno una reale strategia “sociale”. Preparate un piano strategico semplice che definisca gli obiettivi, le risorse, le responsabilità e la frequenza di uscite per non correre il rischio di sprecare tempo e creare confusione sul marchio del vostro albergo e sul suo posizionamento.


Lavoro di squadra. Se le vostre piattaforme sociali devono avere un’unica voce distintiva, ricordate che “dietro le quinte” c’è sempre uno sforzo comune condiviso all’interno dell’azienda: ecco perché sono necessarie riunioni periodiche di confronto per analizzare i feedback e le statistiche e stabilire, di conseguenza, obiettivi e uscite per la settimana seguente.

Impegno. Per loro tradizione gli albergatori, sono dei fenomenali raccontatori di storie. L’andirivieni continuo di clienti è per loro una risorsa inestinguibile di contenuti a cui attingere. Ciononostante la maggior parte del contenuto che si vede in giro è trito e poco entusiasmante. Se ai vostri “follower” o “fan” “non piace” o commentano o condividono ciò che pubblicate, è un primo segnale del fatto che non state curando i vostri contenuti. Impegnarsi vuol dire raccontare storie avvincenti che catturano l’immaginazione dei viaggiatori e convincerli a far parte della vostra hotel experience.

Customer-generated-content. Il contenuto ideale per la vostra presenza “sociali” è quello generato dai clienti, ancora più di quello creato da noi. Organizzate concorsi per incoraggiare la condivisione di storie, fotografie e video. Ricercate su YouTube e Flickr per foto e video dell’hotel e chiedete ai proprietari di condividerli su Facebook. Alzatevi dalla vostra poltrona e con una videocamera e un bloc notes andate a parlare con gli ospiti e il personale. Questo cosa significa? Contenuti freschi e nuove connessioni potenziali da creare.


La brand reputation. Non sottovalutate l’analisi della vostra Brand Reputation. Su Facebook e Twitter si chiacchiera molto, ma le decisioni reali si prendono su siti come Tripadvisor o Trivago. Un recente studio di PhoCusWright ha trovato che più dei due terzi di coloro che acquistano viaggi on line sono influenzati dalle recensioni. E’ ora di rimboccarsi le maniche e cominciare a prendersi la responsabilità di rispondere al feedback degli ospiti.


Analisi e monitoraggio. Il successo del vostro piano “social” si misura non solo in quanti tweets o fan avete nel profilo del vostro hotel ma nel coinvolgimento (visitatori unici, tempo nel sito e frequenza), nella conversione in prenotazioni (Google Analytics, e tracciatura dei codici promozionali) e nella reputazione della vostra azienda e l’interazione con e tra i vostri ospiti. Usate gli strumenti di analisi e monitoraggio dei risultati che vi forniscono le piattaforme “sociali” e non per valutare le vostre attività e misurare la vostra quota di mercato e la guest satisfaction. Prendetevi il tempo per capire i numeri e comprendere quali canali vi stanno facendo conseguire i migliori risultati.

A titolo di esempio di come deve essere la presenza di un hotel sulle piattaforme sociali, segnaliamo il Grand Velas All Suites & Spa Resort a Purto Vallarta in Messico su Facebook, su Twitter, su Flickr e su Youtube.



Bookmark and Share

L’industria alberghiera è disseminata di menti illuminate in grado di spingere in avanti questo concetto, integrando nuove brillanti idee e modi di pensare per offrire all’ospite un’esperienza di soggiorno migliore.
In questo spazio (a tre puntate) abbiamo pensato di raccogliere alcuni tra i principali esempi di innovatori nel mondo dell’hotellerie.

CitizenM

CitizenM ha esaminato i bisogni del viaggiatore contemporaneo per realizzare un prodotto nuovo, fresco e di qualità ad un prezzo accessibile: il risultato è che gli spazi “inutili” sono ridotti a favore di ciò che è veramente essenziale per la tipologia di cliente che si rivolge al prodotto. Il risultato è un design moderno e stilish mentre le amenities tecnologiche la fanno da padrone: un palmare touch screen permette di controllare la temperatura della camera, impostare l’illuminazione, gestire i dispositivi multimediali come TV, musica e la sveglia. L’accesso Wi-fi ed i film sono gratuiti, la percezione è di una soluzione di soggiorno lussuosa a prezzo accessibile.
Il segreto nell’offrire questa esperienza lussuosa ad un prezzo da midmarket – i prezzi variano tra 99€ a 140€ e oltre sta nei criteri costruttivi. Invece di costruire le camere come si fa di solito ossia sul posto, le camere sono precostruite altrove secondo un processo definito “industrial flexible demountable,”. Questo sistema garantisce un risparmio che oscilla tra un 40% ed un 45% di sconto se confrontato con altre strutture 4 stelle simili in ogni mercato, secondo Levie.
Dopo l’hotel accanto all’aeroporto Schipol di Amsterdam sono in costruzione due hotel a Londra e New York con altre due strutture in previsione a Parigi e Milano.

Stash Hotel Rewards

Il programma Fedeltà Stash Hotel Rewards, ideato da Jeff Low (tra gli ideatori di Expedia) premia i viaggiatori con punti per soggiorni premio presso una collezione di boutique hotel sparsi in tutta America. Dopo una veloce e gratuita registrazione, i membri guadagnano 5 punti per ogni dollaro speso per il loro soggiorno. Questo significa che una prenotazione di 179$ presso una struttura affiliata frutta 895 punti e la possibilità di soggiornare gratis presso un’altra struttura affiliata.
Il programma fedeltà Stash Hotel Rewards ha aiutato a livellare il campo di gioco con le strutture di catena dove da tempo i programmi fedeltà sono uno strumento di consolidamento della clientela al brand, coinvolgendo gli hotel membri e i viaggiatori ad un programma frequent-guest flessibile ed innovativo.
Dal suo debutto a Maggio, il programma ha preso piede coinvolgendo viaggiatori attratti dalla facilità di riscatto (senza date non disponibili). Gli albergatori, da parte loro, sono attratti dai costi iniziali contenuti e dal modello di pricing dinamico, che permette loro di gestire quanti punti sono necessari per riscattare una camera proprio come farebbero con qualsiasi altro canale.
Stash hotels conta ora su 80 hotel membri fino a questo momento.
Low, mente del progetto segnala che entro la fine dell’anno altre 100 strutture entreranno a far parte del programma e sono in trattative con altre 200. Il programma vale, al momento, per gli Stati Uniti e i punti possono essere guadagnati in 63 diverse location da New York, a Seattle, alla San Francisco Bay Area fino a Los Angeles.

21c Museum Hotels

Il 21c Museum Hotel di Louisville, Kentucky consente di vivere lo stile unico di un boutique hotel immersi nell’esperienza coinvolgente che offre l’arte contemporanea.

Il concept è stato concepito la prima volta dagli appassionati d’arte e filantropi Laura Lee Brown and Steve Wilson al fine di sostenere la ripresa e dare nuova vita al centro della città coinvolgendo il pubblico attraverso l’arte contemporanea.
Questo ha significato coinvolgere artisti locali che hanno contribuito alla realizzazione di una struttura ricettiva che inglobava un museo aperto tutti i giorni e tutte le ore e gratis per il pubblico.
“Il legame con la comunità si è consolidato moltissimo,” sottolinea Michael Bonadies, Presidente e ceo, “senza dimenticare la reputazione e il passaparola che quest’iniziativa ha generato”.
“L’arte è la vera energia,” disse durante un’intervita a Giugno. “Siamo un museum hotel. Abbiamo mostre con curatore di artisti viventi di arte contemporanea in grado di far vivere un’esperienza unica che altri hotel non offrono, non possono offrire, o semplicemente non vogliono offrire”.
I viaggiatori e appassionati d’arte hanno risposto decisamente meglio di ogni più rosea previsione: L’hotel di punta a Louisville ha potuto contare su un incremento del 150$ di revPAR nel confronto con il suo competitive set e 300 in più di revPAr se confrontato con il resto del mercato, secondo Craig Greenber, vicepresidente di 21c.
Il successo ha alimentato l’espansione. Il gruppo conta di aprire 15 nuovi alberghi nel coro dei prossimi 5 anni negli Stati Uniti.



Bookmark and Share

Torna, dopo il grande successo dello scorso anno, la seconda edizione della Settimana del Baratto organizzata dal portale www.bed-and-breakfast.it e che si svolgerà dal 15 al 21 novembre 2010.

Per una settimana, nei bed and breakfast affiliati al portale che aderiranno all’iniziativa, si potrà soggiornare gratis, o meglio, barattando beni o servizi in cambio di ospitalità.

L’iniziativa, promossa per la prima volta lo scorso anno, ha suscitato molta curiosità ed entusiasmo, addirittura su Facebook ha oltre 12.000 fan.

I bed and breakfast che aderiranno abbandoneranno per una settimana il concetto del denaro per lasciare posto alla condivisione di qualcosa di molto diverso. “Non quello che hai ma quello che sei o che sai fare”: questa è la filosofia della Settimana del Baratto.

In tempo di crisi e di ristrettezze, dunque, si tende a fare di necessità virtù ritornando alle origini e agli albori dell’economia sfruttando all’opposto un canale innovativo per la promozione, il web.
In rete si possono trovare infatti diversi siti che traggono ispirazione dalla moda americana degli swap party durante i quali ci si ritrova per scambiarsi beni o servizi.

La Settimana del Baratto accantona il denaro per lasciare spazio alla componente umana e al piacere di vivere nuove esperienze che nascono condividendo la propria casa con degli estranei.
E quale migliore tipologia di struttura risulta più adatta se non i bed and breakfast dove spesso la gestione e, di conseguenza, l’accoglienza sono a livello familiare?

Le possibilità di scambio possono essere infinite. Qualche esempio?
Sapete fare delle ottime torte? Scambiatele per un weekend.
Oppure avete troppi libri di cui vorreste disfarvi o che non sapete più dove mettere?
Portateli con voi e usateli come moneta di scambio.

E allora mettete in moto originalità e ingegno, empatia e fantasia perché per una settimana potrete concedervi una vacanza senza portafoglio, condividere esperienze e instaurare nuove relazioni di fiducia e di amicizia.
Il baratto dunque è trendy: un modo piacevole e insolito per girare e conoscere l’Italia.



Teamwork via Macanno n° 38/G 47923 Rimini - tel +39 0541 57474 - fax +39 0541 59980 - info@teamwork-rimini.com - P. Iva 02581030406