Hilton Hotels & Resort ha, in questi giorni, introdotto il concept per una nuova lobby che riflette l’impegno del brand nell’esplorare le nuove innovazioni tecnologiche e di design e traferirle nella propria realtà operativa. Il nuovo concept, oltre ad offrire soluzioni di flessibilità considerevoli per i proprietari degli hotel del brand, rafforza l’idea che la lobby sta diventando un luogo determinante per il viaggiatore moderno globale.
La nuova Lobby Experience, creata come parte dell’intervento di ristrutturazione dell’Hilton McLean Tysons Corner negli USA, presenta un layout flessibile che riflette un’atmosfera da living room e trasmette un’atmosfera socializzante dove i clienti possono comunicare, lavorare e collaborare. Il nucleo centrale della lobby è un bar aperto 18 ore al giorno che evolve e si trasforma durante la giornata servendo caffè per colazione, spuntini e specialità prima e dopo pranzo, aperitivi e cocktail prima e dopo cena. Una Technology Lounge dedicata, integrata alla lobby experience, aggiorna ed evolve il concetto di business center tradizionale, portando lo spazio di fronte e al centro, con stazioni di lavoro per PC e Mac e tavoli di lavoro comuni. La stessa esperienza del check-in è stata trasformata con front desk in pod-style che consentono al personale e al cliente di interagire più direttamente con un servizio più personalizzato.
A noi piace molto. Va nella direzione in cui molti alti brand stanno andando. Noi stessi di Teamwork, laddove è possibile, stiamo proponendo ai nostri clienti che devono ristrutturare questo layout per le soluzioni di flessibilità che garantisce. Voi cosa ne pensate?
Trivago ha recentemente condotto un sondaggio ai turisti europei per scoprire i principali fattori che determinano un buon pernottamento alberghiero. il risultato più eclatante che ne è uscito è che più della metà (il 56% degli interpellati) ha dichiarato che negli hotel europei si dorme male. Tra le ragioni: un letto di scarsa qualità, un cuscino scomodo e temperature inadeguate.
Nel giudizio del campione, composto da 7561 intervistati, giocano un ruolo determinante la qualità del materasso (25%) le condizioni e le dimensioni del letto in generale. Per quest’ultima voce la maggior parte di risposte è venuta da tedeschi ed olandesi (notoriamente di statura superiore alla media).
Per gli inglesi, perché il sonno possa definirsi di qualità, al pari della comodità del letto è fondamentale l’insonorizzazione della camera (24%). Greci ed italiani prestano attenzione al design e all’atmosfera della camera, Non si può dire altrettanto degli spagnoli che preferiscono un comodo cuscino e soffici lenzuola (20%).
La temperatura della camera è un fattore rilevante per italiani ed inglesi (11% per entrambe); i lusitani posano, infine, attenzione sulla presenza dei sistemi di sicurezza in hotel e nella camera (chiusura della stessa, cassaforte, ecc.) come condizione per un sonno tranquillo e rigenerante.
A proposito di quanto emerge vi segnaliamo il workshop itinerante gratuito sulla riqualificazione e ristrutturazione alberghiera che Teamwork sta portando in giro per l’Italia con la collaborazione di Hospitality Project, lo studio di architettura Caberlon Caroppi e con il contributo di importanti partner commerciali: Artemide, Simmons, Fenicia Group, Tino Sana, Hansgrohe e Apir. Vi segnaliamo, di seguito, le date:
Viareggio, Hotel Principe di Piemonte – 3 marzo 2011
Venezia Mestre, Hilton Garden Inn – 5 aprile 2011
Cagliari, T Hotel – 10 maggio 2011
Milano Marittima, Palazzo dei Congressi – 11 ottobre 2011
Riva del Garda, Hotel Du Lac – 18 ottobre 2011
Il programma ore 9.45 Registrazione dei partecipanti
ore 10.00 Inizio dei lavori
ore 10.10 Un progetto di successo parte sempre da un’idea di marketing Mauro Santinato – Teamwork
ore 10.50 Come ristrutturare senza spendere una fortuna Marco Pignocchi – Hospitality Project
ore 11.30 coffee break
ore 11.45 Quante stelle vale il riposo dell’ospite? Fabio Formenti – Simmons
ore 12.05 Il design della luce negli spazi dell’accoglienza: il giusto equilibrio tra estetica, funzionalità e prestazioni energetiche Roberta Dimitri, Massimo Chiesa – Artemide
ore 12.25 Caratteristiche e novità nei materiali di arredo Gianpaolo Sana – Tino Sana
ore 13.00 Light lunch
ore 14.00 Ripresa dei lavori
ore 14.10 Tecnologie innovative e risparmio idrico-energetico per le docce e le rubinetterie della camera Stefano Amerio – Hansgrohe
ore 14.30 Tutti i progetti hanno una storia: una ricetta sartoriale per il benessere Massimo Patacchini – Fenicia Group
ore 14.50 Il design entra in hotel Ermanno Caroppi – Studio Caberlon Caroppi
ore 15.30 Brain Storming: suggerimenti e consigli in libertà
ore 16.00 Chiusura dei lavori
La partecipazione è gratuita – I posti disponibili sono limitati. Si prega pertanto di voler dare conferma della propria partecipazione inviando la scheda di iscrizione.
Viaggiare per lavoro o per semplice divertimento può portare l’ospite dalla grande metropoli alla piccola città. Trovare una mostra non ben segnalata sulle vie di comunicazione, il teatro, un particolare ristorante o il meccanico più vicino può portarvi a vagare per le strade e perdere prezioso tempo. Il servizio di concierge non è più quello di una volta o, spesso non può essere garantito con affidabilità e costanza. Ecco che ci viene in soccorso Microsoft Surface.
Ne avevamo già parlato qui, ma ci preme ritornare sull’argomento proponendovi questo video che la corrispondente per BNET Sumi Das ha inviato durante la sua visita alla Microsoft per illustrarci il suo multi-touch computer.
Il computer elabora l’imput fornito dalle vostre dita, un proiettore illustra l’immagine e un diffusore trasforma la superficie del tavolo in un grande schermo. Il sistema consente a più persone contemporaneamente di usare Surface nel medesimo istante. In questo modo i vostri clienti, agendo autonomamente e voi , in veste di concierge in carne ed ossa, potete ottenere tutte le informazioni necessarie richieste. Cosa ne pensate? Mandateci i vostri commenti.
OpenWays, uno dei principali provider di soluzioni gestionali per la sicurezza e l’industria dell’ospitalità, ha recentemente annunciato il lancio di un applicativo per smartphone e per dispositivi mobili che permette ai viaggiatori di effettuare il check-in in remoto, bypassando, di fatto, la reception dell’hotel e aprire, poi, la porta della loro stanza semplicemente premendo una icona, giustamente a forma di chiave, sul proprio dispositivo mobile. Infatti il sistema, una volta accertata la presenza della prenotazione, fornirà al cliente una chiave crittografata per entrare nella propria camera.
Questa soluzione è stata introdotta per garantire ai 4 miliardi di telefoni cellulari presenti nel mondo la possibilità di ricevere una chiave virtuale tramite un tono acustico cifrato e, in questo modo, accedere direttamente alla camera senza passare dal ricevimento. Openways garantisce la massima compatibilità con i principali sistemi elettronici di bloccaggio e di controllo degli accessi: la chiave acustica prodotta è unica e protetta e ogni eventuale registrazione fraudolenta della chiave è resa inefficiente ad aprire la porta.
“Quest’applicativo è progettato per sfruttare appieno la tecnologia del cellulare e fornire una maggiore comodità per gli ospiti dell’hotel,” precisa Pascal Métivier, Fondatore e CEO di OpenWays. “Il sistema è in grado di operare sia come applicazione singola sia integrato all’interno di altri applicativi, alcuni dei quali in corso di realizzazione da parte delle principali catene alberghiere”. Métivier aggiunge che i fornitori di gestionali stanno già predisponendo i loro applicativi per incorporarvi questa soluzione: ne è un esempio Micros-Fidelio con il suo Micros Opera. La piattaforma realizzata da Openways ha un obiettivo principale: consentire agli albergatori di offrire una chiave virtuale a tutti i clienti che viaggiano normalmente con uno smartphone o un normale cellulare. Métivier riprende dicendo che ”la tecnologia NFC* non entrerà in commercio prima del 2014, mentre le card basate sulla tecnologia RFID hanno costi proibitivi difficili da sostenere e da implementare. Attualmente, OpenWays si presenta come il miglior e più efficiente approccio dal punto di vista ROI per bypassare il front desk”.
Il progetto è stato presentato all’ITB di Berlino di quest’anno (10-14 marzo) e già alcune catene alberghiere e casino statunitensi ed europei stanno introducendo il servizio mobile di chiave virtuale di Openways.
*Near Field Communication (NFC) è una tecnologia che fornisce connettività wireless (RF) bidirezionale a corto raggio (fino ad un massimo di 10 cm). È stata sviluppata congiuntamente da Philips e Sony.
La tecnologia NFC si è evoluta da una combinazione di identificazione senza contatto o RFID (Radio Frequency Identification – IDentificazione a Radio Frequenza) e altre tecnologie di connettività. NFC, contrariamente ai più semplici dispositivi RFID, permette una comunicazione bidirezionale: quando due apparecchi NFC (l’Initiator e il Target) vengono accostati entro un raggio di 4 cm, viene creata una rete peer-to-peer tra i due ed entrambi possono inviare e ricevere informazioni. La tecnologia NFC opera alla frequenza di 13,56 MHz e può raggiungere una velocità di trasmissione massima di 424 kbit/s (wikipedia)
In genere, gli alberghi più virtuosi intraprendono un primo percorso di riqualificazione già allo scadere dei primi sette anni di vita aggiornando la loro struttura per essere sempre competitivi sul mercato. Ma in quale modo il management o la proprietà pianificano strategicamente l’intervento? Come viene eseguito il programma di rinnovamento? Queste decisioni possono avere un impatto significativo sul livello di soddisfazione dell’ospite e sui ricavi durante il processo di riqualificazione. Escludere dall’inventario alcune camere disponibili, limitare l’accesso alle aree pubbliche durante una ristrutturazione, fare interventi costosi che hanno poco valore percepito dai cienti può causare pesanti inconvenienti e disagi per gli ospiti dell’hotel e un possibile calo nei ricavi complessivi.
Al fine di mitigare i deleteri effetti finanziari e operativi di un programma di rinnovamento, le seguenti azioni sono essenziali per far sì che questo non sia “non troppo doloroso”.
1. Analizzate le comment card, tutti i suggerimenti degli ospiti raccolti nel corso degli anni e le critiche sollevate su aree specifiche dell’operatività alberghiera che potrebbero essere considerate obsolete o bisognose di ammodernamento. Soprattutto se si tratta di una struttura che si rivolge alla clientela business, prestate particolare attenzione alla tecnologia presente, come l’accesso a Internet e la velocità di connessione (banda), i televisori e le altre amenities.
2. Definite con chiarezza l’obiettivo del progetto nella sua globalità.
3. Sollecitate un confronto con altri albergatori che hanno recentemente completato un progetto simile per ottenere un prezioso contributo dalla loro esperienza, e migliorare così la pianificazione e l’esecuzione del progetto.
4. In base alla portata e alla grandezza dell’intervento di ristrutturazione, determinate se è necessario chiudere l’hotel nella sua interezza e riaprirlo al termine dei lavori o se il progetto consente di mantenere la parziale operatività della struttura.
5. Sulla base della portata del rinnovamento, valutate strategicamente il momento ottimale dell’anno per eseguirlo, al fine di ridurre al minimo sia il disagio per i clienti che l’inevitabile riduzione delle entrate.
6. Selezionate un project manager che sovrintenda al progetto e che vi garantisca competenza ed esperienza: dovrà indicare l’architetto, l’interior designer e il responsabile per gli acquisti per il progetto. Nella scelta della figura da assumere è necessario assicurarsi che questa vi garantisca la possibilità di mantenere la continuità operativa durante tutto il processo di rinnovamento e che comprenda anche le vostre necessità e quelle degli ospiti, che sono rispettivamente quelle di lavorare e riposare in tranquillità e nella massima pulizia.
7. Selezionate una figura che vi garantisca assistenza nella fase progettuale e vi offra un apporto strategico per la fruizione degli spazi da parte dell’ospite e del vostro staff, offrendo al contempo un quadro sulle idee innovative e funzionali rispetto ai costi, sull’estetica e lo stile da adottare.
8. Durante il processo di selezione di queste figure, visitate personalmente gli alberghi che hanno già eseguito il rinnovamento per valutarne la qualità di intervento e discutetene l’esecuzione con i committenti in loco.
9. Assieme al project manager determinate la timeline del progetto, inclusa la pianificazione del numero di camere che saranno temporaneamente non utilizzabili per ciascun piano man mano che si procede nell’intervento, così come le aree pubbliche che saranno coinvolte nella ristrutturazione.
10. Prima di iniziare il rinnovamento comunicate con anticipo e frequenza con gli ospiti dell’hotel, avvertendoli della imminente ristrutturazione e tenendoli continuamente informati sullo stato di avanzamento dei lavori.
11. Realizzate un report sulle entrate dislocate durante tutto il periodo dell’intervento con le varie informazioni finanziarie per ogni reparto: dalle camere al food and beverage, a quello dei meeting e seminari. Questi report consentono di delineare un quadro preciso dell’impatto economico e possono essere utilizzati anche per il futuro calcolo del bilancio e per altre finalità di pianificazione, fornendo importanti elementi di confronto.
12. A conclusione dei lavori di ristrutturazione, sfruttate i media più consoni per informare il pubblico e tutti gli ospiti che il progetto è stato completato.
La ristrutturazione di un hotel è un aspetto complesso, ma necessario, nel settore alberghiero. Attraverso una corretta pianificazione, il coordinamento, la comunicazione e l’esecuzione del progetto, un hotel può passare relativamente indenne attraverso un processo di rinnovamento che lo porti a diventare una struttura migliore, in grado di offrire costantemente un’elevata soddisfazione del cliente e mantenere alto il proprio livello di competitività. Cosa ne pensate? Per un approfondimento vi invitiamo a contattarci allo 054157474 o a mandarci una richiesta QUI.
Rinnovare significa infondere nuova vita al vostro albergo e aumentarne il valore.
Sembra una frase fatta, ma nel momento stesso in cui mettiamo in strada la nostra autovettura appena acquistata, comincia una seppur lenta ma inesorabile svalutazione del suo valore rispetto al prezzo originariamente pagato. Se ci pensate un attimo converrete sul fatto che la vita di un albergo non è tanto differente a quella di un’auto.
La Cornell University School of Hotel Administration ha recentemente condotto uno studio proprio sugli effetti del rinnovamento e dell’obsolescenza sui prezzi ed il valore degli alberghi in rapporto alla loro età fisica. Jack Corgel, responsabile dello studio, ha scoperto che nel confronto con altre forme di real estate, solo gli alberghi, hanno quello che chiama “punto di inflessione”, ossia un periodo in cui il deprezzamento rallenta per poi, in alcuni casi, rendere l’età dell’hotel una risorsa, invece che un peso.
Lo studio, prevedeva un‘intervista durante la quale è stato chiesto al panel di riferimento, composto da 3810 proprietari di alberghi affiliati a catene, di indicare una preferenza per l’acquisto di un albergo. I quattro fattori tra cui era possibile scegliere erano:
un albergo situato in una location di valore,
un albergo facente parte di un brand riconosciuto,
un albergo con un’accessibilità e visibilità particolarmente vantaggiose,
un albergo nuovo.
Tutti hanno indicato quest’ultimo.
Nella mentalità comune degli albergatori si ha la convinzione che poter disporre di un hotel nuovo risulta essere un enorme vantaggio e, di conseguenza, il valore della struttura diminuisce man mano che passano gli anni. Questo è certamente valido per i primi 10 anni di vita dell’hotel, quando gli albergatori in genere apportano (sempre che lo facciano) interventi seppur minimi di ristrutturazione, dando così un forte contributo al rallentamento dell’indice di deprezzamento, senza tuttavia arrestarne completamente la svalutazione in termini di valore.
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In base ai risultati dello studio di Corgel, tuttavia, intorno al ventottesimo anno di vita di un hotel succede qualcosa di inaspettato: la svalutazione si ferma e a volte inverte il suo corso. I prezzi scendono ogni anno a un tasso del 1,9 per cento per i primi 28 anni, e poi di aumentare allo 0,7 per cento l’anno per il resto dei successivi.
“Non sono riuscito a dare una risposta scientifica a ciò che succedere intorno al ventottesimo anno” – dice Corgel – “ma è certamente un fattore indicativo che rivela la capacità di un hotel di sopravvivere. Sembra che una volta che un albergo arrivi al punto critico, 28 anni appunto, la propria sopravvivenza dipenda sia dalla buona posizione geografica che dalla lungimiranza dei proprietari che hanno continuamente aggiornato la struttura attraverso interventi di ristrutturazione intelligente.”
Obsolescenza d’esercizio e di destinazione
Corgel individua due tipi di obsolescenza: quella d’esercizio e quella di destinazione. La prima è quella provocata dalla svalutazione delle caratteristiche fisiche di una struttura, ossia gli arredi, il mobilio, gli apparati tecnologici o la disposizione degli ambienti non più adeguata alle esigenze del cliente attuale. La seconda è, invece, provocata dalla svalutazione turistica di una destinazione. Da quando esiste il turismo inteso in chiave moderna, alcune location possono diventare meno popolari ed appetibili per determinati target che li portano a cercare nuove mete. Questo fattore ha un indiscutibile effetto negativo per le strutture ubicate presso la destinazione in questione.
Un hotel colpito da questa tipologia di obsolescenza “potrebbe vedere il mercato di riferimento allontanarsi” dice Corgel, “i modelli demografici potrebbero non muoversi a loro favore, o la giunta comunale della città ove sono collocati decidere di costruire una discarica in fondo alla strada. Purtroppo sono tutti fattori che non consentono di mantenere un alto livello di appetibilità e gli standard qualitativi dell’albergo. La gente non tarderà a riconoscere che il contesto urbano ed ambientale non corrisponde più a ciò che desiderano”.
L’obsolescenza d’esercizio potrebbe essere rallentata da interventi di ristrutturazione regolari. Lo studio cita come esempio la popolarità in crescita, negli ultimi anni, delle camere in stile-suite e la domanda di tecnologia wireless sia negli spazi comuni che nelle stanze. Nel percorso di avvicinamento al punto di inversione, un hotel può combattere il deprezzamento del suo albergo tenendsi aggiornato e al passo con questi trend. “Le ristrutturazioni di immobili che sopravvivono fino al loro ventottesimo anno d’età saranno più che ricompensati nel fronteggiare gli effetti di obsolescenza”, ricorda Corgel.
Un proprietario alberghiero deve decidere se effettuare investimenti di ristrutturazione al fine di contrastare gli effetti di obsolescenza, o se è giunto il momento di declassare il proprio albergo o, trovare un acquirente. Solo gli alberghi che nel corso degli anni hanno fatto interventi di ristrutturazione puntuali e intelligenti hanno maggiori possibilità di raggiungere il cosiddetto punto di inflessione e, allo stesso tempo, resistere all’obsolescenza della destinazione.
Rinnovamento intelligente
Lo studio si conclude suggerendo di valutare se l’hotel è in una buona posizione con un forte mercato e quindi investire per una ristrutturazione intelligente ossia spendere i soldi dove ha veramente senso. “L’obsolescenza economica è un evento inevitabile contro il quale difendersi”, dice l’esperto. “Non si può essere tutti attaccanti, per essere competitivi è fondamentale disporre di una difesa forte. E la miglior difesa è una ristrutturazione intelligente”.
John Campbell, vicepresidente per il project management per Omni Worldwide, ricorda che ogni catena internazionale dispone di standard precisi per quanto riguarda le procedure di riqualificazione. Beni non durevoli, come la moquette, tendaggi o la tappezzeria dovrebbero essere sostituiti ogni sette o otto anni. Armadi, tavoli, sedie e scrivanie hanno una durata più lunga, fino ad un massimo di tredici a quindici anni.
Una buona regola per i progetti di ristrutturazione più significativi, ci suggerisce Sam Cicero, presidente di Cicero’s Development, società specializzata in ristrutturazioni con sede a Plainfield, Illinois, sono le comment card. “Quando cominciano a giungere comment card negative specifiche su una determinata area dell’hotel, è probabilmente il momento di prendere in considerazione un intervento di “aggiornamento” mirato.”
I lavori di rinnovamento più semplici e allo stesso tempo preziosi, riguardano la sostituzione di beni non durevoli. Tempi ridotti di implementazione, impegno economico relativamente contenuto e maggiore visibilità per il cliente: sono questi i lavori di ristrutturazione da considerare i più veloci e dove otterrete il miglior risultato rispetto all’investimento effettuato.
La hall e le camere sono le aree che ricevono la maggior attenzione e spesso sono le prime che i proprietari di hotel prendono in considerazione per la ristrutturazione. Questo porta a trascurare gli aggiustamenti di più ridotta entità che potrebbero invece essere usati come strumento di marketing per campagne mirate in grado di attirare l’attenzione e di generare un rinnovato interesse da parte del cliente.
Con l’esperienza e le competenze acquisite in più di dieci anni di attività Teamwork, con il supporto di Hospitality Project, sono a vostra disposizione per ogni richiesta di consulenza, elaborazione e realizzazione di progetti per la ristrutturazione del vostro hotel o strutture turistica.