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Novità, trends e riflessioni dal mondo dell'ospitalità

Consulenza e Marketing per l'ospitalità
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La notizia degli ultimi giorni è una di quelle che scotta. L’inserimento all’interno del noto social network di un motore di ricerca basato sull’attività delle persone è sicuramente uno degli argomenti più chiacchierati del web.
La ricerca che Graph Search, in puro stile “social friendly”, si può fare semplicemente inserendo frasi come” Foto scattate dai miei amici a Rimini”, oppure ”persone a cui piace la danza”.
I risultati restituiti saranno ordinati in base a ciò che i nostri amici(o gli amici di amici) consigliano o che semplicemente hanno provato lasciandoci una doppia ragione per fidarci: primo il fatto che sono nostri amici e secondo che conoscono bene il posto.

Fortemente desiderato da Mark Zuckerberg, nonostante le difficoltà iniziali, è stato sviluppato poi da due ex googlers, Lars Rasmussen e Tom Stocky.
Graph Search è un ritorno alle origini di Facebook ma con una visione proiettata in avanti. Vengono infatti ampliate le connessioni tra amici, arrivando a ciò che li circonda e cercando nel frattempo di instaurare nuove relazioni tra persone interest-based.

Diversamente da quanto letto in alcuni articoli comparsi in rete, l’idea di Facebook Graph Search non si prefigge come unico scopo la guerra a Google e al sistema di ricerca tramite keywords(piuttosto a Google+ local), ma vuole esserne piuttosto uno strumento complementare che pone al centro della ricerca le persone stesse.

Si può allora facilmente intuire il perchè del grande fermento in campo turistico relativo ai probabili vantaggi a livello di visibilità che Graph Search potrebbe portare grazie alla riprova sociale e al passaparola. Per questo assisteremo (i più svegli ci stanno già lavorando) ad una corsa alla cosiddetta Feo/Gso (facebook engine optimisation, graph search optimisation) da parte delle strutture ricettive per anticipare la concorrenza, visto che il lancio effettivo per l’Italia non è stato ancora definito.
Crediamo davvero che la Graph Search di Facebook diventerà uno strumento in grado di influenzare le scelte di vacanza andando ad incidere sia nella fase in cui dobbiamo ancora decidere dove andare sia durante la vacanza stessa.

Quindi come possiamo intervenire per cercare di non farci trovare impreparati?

• Per garantire una buona visibilità, sarà necessario avere un alto numero di fan incoraggiando i mi piace, purchè siano di “qualità” ovvero che interagiscano all’interno della pagina e/o ancora meglio se sono “influencer”.
• I contenuti postati, foto e video in primis, dovranno essere taggati, geo-localizzati e si dovranno incentivare i check-in per ottimizzare la local search.
• Le schede delle pagine dovranno essere compilate per intero e correttamente.

In un primo momento non ci saranno i famosi ads, ma la strada come spiegano a Facebook sembra orientata proprio in quella direzione, annunci pubblicitari ancora più targettizzati ed efficaci.
Se è vero che tante sono le opportunità che si prospettano con l’introduzione di questo nuovo strumento e grande è la curiosità di provarlo, altrettanti sono i dubbi in merito alla perdita definitiva della privacy. Come già mostrato infatti in alcune conferenze americane dovremo prestare massima attenzione sia alla normativa sia ai contenuti che decideremo di postare.

Non ci resta a questo punto che aspettarne l’arrivo per testarlo sul campo e provare a sfruttarne tutte le potenzialità.

Fonti:The Hospitality Partner, Wired.it



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Possono il turismo e il mondo dell’ospitalità fare a meno del web per promuoversi e vendere?

Benché la risposta sembri scontata così non è, gli albergatori non possono ancora far finta che il mondo online non esista. E’ necessario non solo essere presenti ma farlo in maniera adeguata. Gli utenti cercano gli hotel sul web e non tramite Google ma anche tramite i Social network.

Lo scorso mercoledì a Riccione, insieme a oltre 300 albergatori di tutta la riviera romagnola, abbiamo parlato proprio di questo. Si è cercato di capire quali sono i must del web marketing e quali gli errori più frequenti che gli albergatori commettono. Alfredo Monetti, formatore e consulente di Teamwork, ha fatto da moderatore e in un botta e risposta basato su 10 domande ha fornito spunti utilissimi agli albergatori presenti. Ne è emerso che i punti di forza di una buona campagna di marketing online sono:
• un sito web accattivante e che venda;
• un sito web responsive, ovvero che si adatti al device dal quale viene visualizzato;
• un utilizzo corretto dei social network che punti sull’ascolto degli utenti.

Soprattutto si è parlato ROI: return on investment, ovvero, non è sufficiente essere presenti ma è importante misurare e correggere le proprie azioni per comprendere qual è il ritorno effettivo sugli investimenti fatti per le proprie campagne di web marketing.

Si è concluso con un acronimo in cui crediamo molto e che siamo certi piaccia a tutti gli utenti del web, KISS: Keep it Simple and Stupid! Ovvero, fate in modo che tutto sia semplice e intuitivo, che gli utenti vi trovino facilmente e che riescano ad interagire con voi nella maniera più immediata possibile.

Ma un buon sito web sarà sufficiente? Per scoprire tutti gli altri canali di vendita online vi aspettiamo il 20 febbraio a Riccione per un convegno dal titolo “Ma su internet la camera costa meno?”



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Tripadvisor recentemente ha pubblicato uno studio che evidenzia come le aziende abbiano incrementato il numero di risposte alle recensioni degli utenti.

Un segnale positivo che mostra come gli operatori stiano sempre più comprendendo non solo l’importanza strategica della propria reputazione sul web ma anche di come sia fondamentale dialogare e rispondere a ogni feedback (positivo o negativo che sia).

Come recentemente espresso durante il corso Hotel reputation management, è necessario un approccio metodico alle recensioni online incentivando i propri collaboratori a sviluppare una vera e propria cultura della reputazione aziendale, basata sui seguenti principi:

1) Chiarezza: non ci si può più nascondere da chi parla di voi sul web

2) Onestà: non si può più mentire o far passare messaggi confusi attraverso il proprio sito   web

3) Tranquillità: sperare di non essere recensiti non è una strategia

4) Reazione: si può sbagliare e nessuno è perfetto, la differenza la fa il modo con cui reagite

5) Reputazione globale: Tripadvisor è solo la punta dell’iceberg, ci sono altri siti di recensione strategici per il vostro business.

E tu cosa stai facendo per migliorare la reputazione del tuo hotel?



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Tripadvisor rende disponibile il nuovo strumento per difendere i proprietari delle strutture dal tentativo di estorsioni.

Una grande novità a favore dei proprietari di locali pubblici e della salvaguardia della loro immagine è stata introdotta pochi giorni fa dal colosso delle recensioni Tripadvisor.

Il rilascio del nuovo strumento per la segnalazione di un tentativo di estorsione è stato deciso in seguito ad alcune dichiarazioni di albergatori che avevano lamentato spiacevoli  “ricatti” da parte di clienti che li avevano minacciati di rilasciare recensioni negative se non avessero ottenuto sconti sul soggiorno.

Tripadvisor ha dichiarato in merito:” prendiamo molto in considerazione i comportamenti scorretti degli ospiti contro la proprietà, queste azioni vanno contro le nostre linee guida e in alcuni paesi possono anche essere perseguibili penalmente”.

L’efficacia della segnalazione di tentata estorsione sarà massima se avviene tempestivamente, meglio ancora il giorno stesso e prima della pubblicazione on-line della recensione che solitamente impiega 12 ore.

Non potendo garantire l’eliminazione della totalità delle recensioni sotto esame, Tripadvisor consiglia di monitorare frequentemente la propria situazione e nel caso si presentino queste spiacevoli situazioni utilizzare lo strumento attualmente più efficace ovvero la risposta alla recensione.
Di seguito viene presentato l’iter per effettuare la segnalazione:

  1. Accedere al Centro Gestione del proprio profilo aziendale
  2. Selezionare “Gestite le vostre recensioni”
  3. Fare clic sul collegamento “Contestate una recensione”
  4. Compilare il modulo e accertarsi di aver selezionato “Segnalate un’estorsione”.
  5. Specificare il mese e l’anno relativi al soggiorno dell’ospite, un indirizzo email e/o un nome e tutti i dettagli possibili sull’incidente.

    Clicca sull’immagine sottostante per conoscere tutti i dettagli:

    Dalla redazione: Mattia Guerra



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    La rete, si sa, sta diventando un’incredibile megafono per ogni cosa “singolare” che succede in ogni parte del mondo. L’importante è che sia in qualche modo interessante, ossia che stimoli in qualche modo la curiosità di molti, che solletichi la sfera sensoriale più intima delle persone. Esempi eclatanti vengono in mente se parliamo di customer service diventati così interessanti da diventare virali. Quindi cosa rende virale un grande customer service? Prendiamo tre casi di customer service diventati talmente popolari da essere argomento di discussione da parte non solo degli addetti ai lavori.

    Lego: Se molte delle storie legate al customer service coinvolgono i bambini, come poteva mancare “Lego” la multinazionale danese?

    Luka Apps di sette anni aveva appena acquistato il suo nuovissimo giocattolo della serie Ninjago che, malauguratamente, si portò al centro commerciale dove, infatti, lo perse in mezzo al caos dello shopping. Ripresosi dal dispiacere scrisse direttamente alla Lego, descrisse l’accaduto terminando la lettera con queste parole “Mio padre mi ha detto di inviarvi una email per vedere se potevate inviarmene uno nuovo. Prometto che non lo porterò mai più al centro commerciale”. Il customer Service della multinazionale, nelle sembianze di Richard, in risposta, inviò il giocattolo assieme ad una lunga lettera che recava scritto “I miei superiori mi hanno detto che non posso inviarti il giocattolo gratis perché l’hai perso, tuttavia,  ho deciso di parlarne con Sensei Wu (un personaggio della serie TV a cui si ispira Ninjago) per vedere se poteva aiutarmi. Egli mi ha detto di dirti “Luka, tuo padre sembra essere una persona molto saggia. Devi proteggere sempre i tuoi Ninjago come i dragoni proteggono le Armi di SpinJitzu!” La lettera continua invitando Luka a lasciare sempre a casa i giocattoli e ad ascoltare sempre suo padre. Giustamente il padre di Luka, Simon, rimase così impressionato dalla risposta che fece in modo che tutto l’episodio diventasse virale.

    Ritz-Carlton Hotels: La catena è conosciuta in tutto il mondo per l’eccellenza del suo customer service sottolineato dal fatto che lo staff è autorizzato a spendere 2000 dollari per risolvere i problemi dei clienti senza dover richiedere alcuna autorizzazione ai loro superiori. Un esempio eclatante è rappresentato dal caso di Joshie, il peluche di giraffa, che ha letteralmente fatto il giro del mondo.

    Chris Hurn e la sua famiglia erano appena tornati dalla propria vacanza presso il Ritz Carlton di Amelia Island in Florida quando si sono accorti di aver dimenticato Joshie, l”amico più caro” di Chris, in albergo. Dopo pochi giorni, lo staff dell’hotel accortosi dello smarrimento, decise di rispedire la giraffa a Chris, non prima di averla immortalata mentre si gode un massaggio nel centro benessere, mentre guida la golf car verso la spiaggia e mentre si gode il soggiorno extra in albergo con altri pupazzi. Potete immaginare lo stupore di Chris e dei genitori al momento della ricezione del pacco contenente il peluche e la raccolta fotografica della sua extra vacanza. I ragazzi dello staff hanno giocato con l’immaginazione del ragazzo e di tutti noi che abbiamo letto questa storia.

    Morton’s (steakhouse famosa negli US): Quando Peter Shankman, uno dei più seguiti e maggior esperti di social media, per scherzo twittò alla sua steakhouse preferita, “ Salve @Mortons – potreste venirmi incontro all’aeroporto Newark quando avrò atterrato fra circa due ore? K, grazie. : )”,non si aspettava niente più che qualche risata da parte dei suoi più di 150.000 follower. Al contrario, al suo arrivo, è stato accolto da un cameriere di Morton’s vestito di tutto punto con una speciale bag con alcune delle prelibatezze presenti nel menu del ristorante. Il clamore è stato tanto al punto da diventare per la rete uno dei casi più citati di customer experience.

    Sono tutti e tre esempi di “marketing che eccede le aspettative del cliente” ed ha tutti e sei gli ingredienti per deliziare il cliente.

    • Hanno prodotto una reazione WOW
    • Appaiono come spontanei e inaspettati
    • Hanno un tocco personale non scontato
    • Fanno sentire il cliente importante
    • Sono, almeno in apparenza, genuini
    • Diventano argomento di conversazione

    Al di là del fatto che si tratta di tre esempi di customer service veramente unici, credo sia necessario fare un ragionamento ulteriore. Molti potrebbero obiettare che è impossibile “stupire” tutti gli ospiti sperando che diventino “brand ambassador” del nostro albergo. Sono totalmente d’accordo con questo punto di vista, ciò che è necessario è fare una valutazione più cinica del soggetto della nostra iniziativa. Bisogna scandagliare la rete e comprendere se un’iniziativa di questo tipo può portare a qualche risultato. Un gesto alla settimana può essere sufficiente, l’importante è che il soggetto scelto sia nelle condizioni oggettive per fare da cassa di risonanza di ciò che stiamo facendo. Tre sono le condizioni:

      1.Essere una persona influente in rete,
      2.Desiderosa di condividere il proprio sentire,
      3….quale secondo voi è la terza condizione? A voi la parola.


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    Abbiamo ormai superato la metà dell’anno 2012 ed è ora di riflettere sugli obiettivi di marketing e di business per il prossimo anno. Con l’emergere del social media marketing gli albergatori sono sempre alle prese con gli aggiornamenti delle loro pagine social tra idee, curiosità, fotografie, contest e chi più ne ha più ne metta!

    Ma su cosa puntare per il 2013?

    Sicuramente molte delle vostre energie dovrebbero essere rivolte al marketing digitale e alle prenotazioni online, sempre tenendo presenti il vostro core business e i bisogni del mercato.

    Nel 2012, però, si è notata ancora troppa dipendenza degli albergatori dalle OTA (online travel agency), concentrandosi poco sul canale diretto di distribuzione, per non parlare, poi, di quelli che si affidano ancora ai canali off-line. Proprio per questo consigliamo di investire sul re-design del vostro sito e sulle tecniche di marketing 2.0 come il SEO (search engine optimization), il SEM (search engine marketing) e il mobile marketing.

    Ecco, quindi, qualche idea per il 2013:

    -  Pensate ad una campagna di marketing digitale. Questa parte dovrà comprendere attività che producano un ROI elevato, come ad esempio l’affidamento di fondi a ricerche SEM o SEO su Google, Bing e Yahoo, oppure a siti mobile o tablet del vostro hotel;

    -  Indirizzate le vostre iniziative di marketing basandovi sui vostri obiettivi primari. Create delle campagne multi-canale di marketing, avviando iniziative che vanno dai social media ai maggiori portali turistici, dalla ristrutturazione del vostro sito a ricerche SEO e SEM sui principali motori di ricerca, dall’e-mail marketing a video pubblicitari online. Attenzione, però, alla dinamicità del settore e ai cambiamenti dei bisogni dei vostri ospiti attuali e potenziali.

    -   Investite sul vostro sito web. Create un sito per il vostro hotel dal design accattivante e colmo di contenuti multimediali, foto ad alta risoluzione, video, file pdf e magari condivideteli sui principali social media (facebook, twitter, flickr, ecc.). Inoltre, cercate di affidarvi a società di consulenza che vi aggiornino sulle novità del web, che vi permettano, inoltre, di monitorare e aggiornare il vostro sito web quando lo ritenete opportuno.

    E se siete già in linea con tutte queste dinamiche vi consigliamo di partecipare al primo premio italiano per le eccellenze del social media marketing nel mondo del turismo e dell’ospitalità. Scoprite di più www.hospitalitysocialawards.it



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    Siamo pazzi di foto e video!

    La scorsa settimana vi abbiamo dato qualche consiglio su come usare al meglio Pinterest (un ripasso? Eccolo qui) e oggi vi parliamo di YouTube.

    D’altronde, è risaputo, immagini e video raccontano più di mille parole; l’importante è usare questi canali nel modo giusto.

    Youtube si conferma come uno dei più grandi motori di ricerca, ma prima di trasmettere in mondo visione il vostro video assicuratevi che sia favoloso!

    I video sono un potentissimo strumento per l’industria dell’ospitalità, pensate a un tour dell’hotel, uno stralcio di vita in albergo, le immagini del vostro chef che prepara qualche leccornia per i vostri ospiti e mille altre idee…

    E’ necessario quindi creare un canale YouTube dedicato al vostro hotel e magari integrarlo con gli altri social networks e con il vostro sito web.

    Ecco, quindi, 5 buoni consigli per realizzare dei video che non siano solo belli, questo dipende solo dalla vostra fantasia, ma che siano ben ottimizzati, quindi quanto più visibili.

    1. Creare video che invoglino la condivisione. Le parole d’ordine sono: interessante, informativo, divertente! Non conta solo la qualità del video, piuttosto il contenuto. Che si tratti di una performance improvvisata o di qualcosa di studiato l’importante è che invogli gli utenti a condividerlo.
    2. Creare dei video brevi. Un video lungo rischia di annoiare, bastano 3 minuti, al massimo 5 per destare curiosità. D’altronde chi ha tempo per guardare un lunghissimo video su Youtube?
    3. Integrare tutti i canali. Non dimenticate di pubblicare il vostro video anche sugli altri canali social: Facebook, Twitter e magari anche sul vostro sito web, fate sì che sia visibile!
    4. Ottimizzare tags e descrizioni del video. Non dimenticate di ottimizzare i tag e le descrizioni dei video che caricate. Assicuratevi di apparire immediatamente nelle ricerche non solo su Youtube ma anche su Google. E’ importante, quindi, identificare le giuste parole chiave, non dimenticate di inserire il nome dell’hotel e la località! video assicura che apparirà nelle ricerche pertinenti, non solo su YouTube, ma
    5. Monitorare e rispondere ai tuoi commenti. YouTube è sociale! Gli utenti possono interagire, condividere e commentare i video. Non dimenticate di monitorare quello che succede e di rispondere ai commenti!

    Ma ricordate, basta non porre limite alla vostra fantasia e a volte quello che vi sembra più strambo diventerà più virale!

    Ecco un paio di esempi:
    Il risveglio del nostro amico Orso Bo!

    Promozione turistica, neve in Romagna



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    Pin, Board, Pinna, repinna…di cosa stiamo parlando? Tranquilli non stiamo parlando di nuoto, ma dell’ultimo arrivato nel mondo del web 2.0! Parliamo di Pinterest, il social network rivelazione del 2012, dichiarato dal Time uno dei migliori 50 siti del 2011.

    Ma cos’è Pinterest? Il pay-off del suo lancio recita così “Pinterest è una bacheca online – Organizza e Condividi le cose che ami. Commenta. Ricondividi. Aggiungi un like”.

    Cosa puoi fare? Crea le tue board e divertirti a spillare (to pin) decine di foto inedite o scovate nella rete. E poi pinna, repinna, metti un like, lascia commenti, segui le board degli altri utenti…

    Pinterest è un ottimo mezzo attraverso il quale presentare tutto ciò che rende unico il vostro brand, hotel, resort, ristorante, bar o struttura. Perché non sfruttare questa opportunità? 7 consigli per come utilizzare al meglio questo nuovo strumento.

    1. Evidenzia i servizi offerti: crea delle board tematiche (le vostre camere, il vostro bar/ristorante, cosa vedere) o specifiche per i diversi target di utenti;
    2. Massimizza il SEO: utilizza le giuste keyword nelle descrizioni delle immagini;
    3. Offri un contenuto esclusivo: Offri agli utenti un motivo per condividere e visualizzare i contenuti che hai pubblicato;
    4. Promuovi il territorio: crea delle board che promuovono il tuo territorio, fornisci consigli su cosa vedere, cosa fare, dove mangiare
    5. Sfrutta le potenzialità del social network: l’interazione con gli utenti è fondamentale. Quando fanno un repin bisogna ringraziare, pinnare i contenuti degli altri, seguire altri utenti. Incoraggia i follower a creare contenuti o a partecipare alle competizioni (es. vota il vostro miglior ricordo di viaggio, il servizio che amate di più in hotel…);
    6. Fai conoscere le tue board: condividi le tue immagini anche sugli altri social network e inserisci un follow button sul tuo sito;
    7. Vendi le tue camere: Inserisci l’immagine della camera vendere e il link alla pagina dove effettuare la prenotazione. Nella descrizione specifica il periodo della promozione e l’eventuale conversione in euro (per ora è accettata solo la valuta in dollari).

    E se proprio siete in difficoltà guardate la nostra guida, Pinterest: come promuovere il proprio albergo, e divertitevi a caricare tutte le foto del vostro albergo.



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    Durante i corsi di Social Media Marketing che proponiamo a hotel, operatori turistici e enti pubblici parliamo del’importanza di un utilizzo corretto degli strumenti che le varie piattaforme social mettono a disposizione.

    In questi ultimi mesi Twitter sta riscuotendo sempre maggiore attenzione e curiosità, per questo motivo vi proponiamo 7 modi per utilizzarlo allo scopo di migliorare il servizio nei confronti degli ospiti.

    1. Twitter per ascoltare

    Uno degli aspetti fondamentali per assistere il cliente in maniera efficace è diventare un ottimo ascoltatore. Prendetevi tutto il tempo necessario per comprendere i suoi bisogni facendo loro domande e concentrandovi su quello che realmente vi chiedono.

    Il modo migliore per “ascoltare” su Twitter è usare gli strumenti:

    - Twitter Search vi permette di trovare informazioni sul vostro marchio, quindi cosa si dice del vostro hotel. Fate una semplice ricerca sul vostro username. Scrivendo semplicemente il vostro username, i risultati della ricerca includeranno tutti i vostri tweet e tutte le volte che il vostro username è stato menzionato. Dopo provate a fare una ricerca per @username restringendo il campo solo alle volte in cui è stato menzionato.

    Esistono diversi strumenti di ricerca che potete usare per trovare l’informazione esatta che state cercando, ad esempio:

    - Tweetbeep è un ottimo strumento grazie al quale potete impostare determinate parole chiave da cercare. Queste parole chiave possono includere il vostro username, prodotto, nicchia o semplicemente qualcosa che vogliate resti fuori dalla ricerca. Ogni volta che una di queste parole chiave viene menzionata questo servizio vi invierà una mail di notifica.

    - Google Alerts vi può aiutare a tracciare da Google le informazioni rilevanti in base alle vostre parole chiave. Potete nuovamente inserire tra queste il vostro username, hotel, prodotti e servizi etc. Questa volta riceverete un alert quando un blog o un sito web menziona le vostre parole chiave.

    2. Twitter per anticipare i bisogni

    Questo servizio richiede da parte vostra un po’ di creatività. Avrete bisogno di un desktop client come Tweetdeck o Hootsuite. Tutto ciò che dovrete fare sarà usare le opzioni di ricerca per creare colonne collegate ai bisogni dei vostri clienti. Ad esempio, se state cercando clienti che parlano della vostra località, create una colonna basata sul termine di ricerca “Località” oppure “Hotel Località”.

    3. Twitter per farli sentire importanti

    Volete curare i vostri clienti personalmente? Congratulatevi con loro per un tweet o un articolo che hanno scritto, assicuratevi di menzionarli includendo il loro @username. Questo è un modo eccellente per creare fiducia. E assicuratevi anche di ringraziarli ogni volta che menzionano voi o il vostro prodotto.

    Twitter utilizza una funzione chiamata “Liste”. Potete creare una vostra lista chiamata clienti-feedback, nella quale aggiungerete coloro i quali hanno menzionato il vostro username/prodotto. Poi inviate un ringraziamento generale annotando ognuno di loro nella lista.

    4. Twitter per gestire le critiche

    Dovete essere pronti a gestire anche critiche e commenti negativi sul vostro conto.
    Una delle grandi novità introdotte dalla rivoluzione dei social media è l’empatia. Cominciate sempre scusandovi, e dopo chiedete cosa potete fare per risolvere il problema. Poi scegliete 2 o 3 alternative da proporre, queste devono essere alternative utili ad aiutare il cliente senza che, su questo, gravino costi aggiuntivi.

    Non abbiate paura di ammettere gli errori.

    La maggior parte delle seccature nascono da problemi di comunicazione o incomprensioni. Dunque prendete tempo per essere sicuri che i clienti abbiano compreso le vostre informazioni.

    Assicuratevi di valorizzare le critiche dei clienti. Ricordate che una critica è un opportunità di crescere e migliorare.

    Se assistete il cliente in modo efficace riuscirete facilmente ad assisterlo anche su Twitter.

    5. Twitter per trovare soluzione ai clienti

    Se ricevete una richiesta o una domanda da un cliente e non sapete subito come rispondere, allora informatelo che vi metterete in contatto con lui in un secondo momento. Non confezionate una risposta che non potete verificare. Fate delle ricerche.

    Se ad esempio un vostro follower vi chiedesse di un buon ristorante in città perché non provare a scoprire, ad esempio, il giorno e l’ora in cui loro vorrebbero essere lì?. Dopo aver acquisito queste info controllate in uno dei vostri ristoranti preferiti. Fate una prenotazione col nome del suo profilo Twitter in base al numero di persone del gruppo. Scoprite qual è la specialità del giorno. Dopo inviategli un tweet informando che avete fatto una prenotazione per la loro serata al ristorante “tizio” con il link del ristorante alle x:xx pm. Raccomandategli di provare la specialità del giorno.

    6. Twitter per dare più di quello che si aspettano

    Tutti abbiamo in mente un’idea di quello che dobbiamo ricevere pagando la cifra che siamo disposti a pagare per un prodotto o servizio.

    Oggi voi avete a disposizione davvero un ambiente unico nel quale fare la differenza per i vostri clienti. Se qualcuno invia un tweet dicendo che sta visitando la vostra città sarebbe ottimo agganciarlo come potenziale cliente, ad esempio:

    “Ciao @username, benvenuto nella nostra splendida città. Facci sapere se possiamo aiutarvi a rendere memorabile la vostra esperienza di viaggio”

    Se il cliente risponde:

    “Grazie @nomehotel, stiamo cercando una bella stanza per una famiglia di 4 persone per 2 notti”

    “@username Il nostro hotel si trova in una posizione centrale. Possiamo offrirvi uno Speciale Tweet Family per il vostro soggiorno”

    “Fantastico @nomehotel. Come potete aiutarti oggi?”

    “@username oggi vi offriamo uno sconto Speciale Tweet Family del 20%. Se desiderate venire a dare un’occhiata alle nostre camere possiamo mandare qualcuno a prendervi”

    Se il cliente è disposto a incontrarvi, chiedete loro dove si trovano e un numero di telefono di contatto.

    E quando il cliente prenota una camera potete mostrare in alto il servizio che fornisce loro un aggiornamento gratuito della vostra Family Suite.

    “@username, si goda il soggiorno da noi. Il nostro hotel è solo a un Tweet dal servirla come nostro cliente”

    Attraverso informazioni e condivisioni creative potrete dare agli utenti della vostra comunità Twitter molto più di ciò che si aspettano.

    7. Twitter per incoraggiare le recensioni

    Volete incentivare i vostri ospiti a lasciare recensioni sul vostro Hotel?
    Molti clienti desiderano provare un senso di appartenenza e che qualcuno ascolti le loro esigenze e bisogni.
    Se i vostri ospiti vi lasciano una recensione rispondetegli il più presto possibile. Siate creativi e ringraziateli con un tweet.
    Assicuratevi di essere pronti ad accrescere il vostro brand aumentando l’engagement sull’account Twitter e indirizzando gli obbiettivi del vostro business verso una disponibilità completa verso tutti.
    @TwitterAds è il profilo aziendale Twitter che fornisce alcune idee creative che potete adattare al vostro profilo.

    Liberamente tratto da Are Morch, 7 ways for hotels to serve your guests



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    In questi giorni Facebook ha apportato una modifica “storica” alle pagine aziendali (lo strumento corretto per presidiare professionalmente questo social network). Esse infatti si sono trasformate in una sorta di diario o timeline.

    Ogni volta che Facebook effettua un cambiamento così importante le reazioni sono molteplici e molti hotel, che ogni giorno utilizzano questa piattaforma, si sentono disorientati.

    Da diversi anni ormai, quando parliamo di social media marketing durante i nostri corsi di formazione, spieghiamo agli albergatori e agli operatori turistici che le pagine ufficiali di Facebook utilizzate dagli alberghi, devono prima di tutto raccontare storie e cercare di costrutire e mantenere legami duraturi con il proprio “pubblico”.

    Dopo una prima analisi delle nuove pagine osserviamo che, grazie a queste modifiche, l’aspetto narrativo dell’hotel potrà sicuramente  emergere con ancor più forza.

    Di seguito elenchiamo i principali cambiamenti apportati e alcuni semplici consigli  per iniziare ad utilizzare la nuova pagina del vostro hotel:

    Calma e pazienza

    Non attivate subito la nuova timeline ma studiate ogni singolo dettaglio.
    Avete tempo fino al 30 marzo per abituarvi, dopodichè sarete obbligati ad utilizzarla.

    Immagini e fotografie

    La timeline rende le immagini e le fotografie ancor più importanti e fondamentali nella comunicazione della vostra struttura ricettiva.

    Rivedete ogni singolo album creato e verificate se le immagini sono ancora ottimizzate.

    Messaggi

    Le nuove pagine aziendali permettono la ricezione di messaggi da parte delle persone che hanno cliccato “mi piace”. Fate un test provando ad inviarvi un messaggio per vederne i relativi effetti.

    Immagine di copertina

    Noterete una grande immagine centrale di 850×315 pixel. Questa avrà una grande importanza per la comunicazione della vostra pagina. Potrete, ad esempio, inserire una foto suggestiva della vostra località, le foto del personale, i contatti e, perchè no, alcune belle recensioni dell’hotel scritte dai vostri ospiti.

    Siamo solo all’inizio e le novità non finiscono certo qui.

    Vi diamo perciò appuntamento, per parlare di questi cambiamenti e di tanti altri argomenti, il 14 marzo nella nostra Sensory Room durante il corso “Facebook: dalla F alla K”



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