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… A meno che non ci siano un oggetto corretto, dei contenuti interessanti, una grafica accattivante, un database con tutti contatti di qualità (ovvero di clienti attuali e potenziali e con gli indirizzi aggiornati).
Questi sono i 5 must indispensabili per dare valore alle vostre newsletter. Ognuno di noi possiede in media 2 caselle di posta elettronica, privata e aziendale, e riceve non meno di 20 e-mail al giorno, il 43% delle quali sono newsletter o notifiche di vario genere.
La domanda più ovvia è: in questo mare di informazioni che riceviamo quante di queste vengono cestinate? E noi cosa possiamo fare perché i destinatari ci leggano?
Il primo ostacolo da superare è lo spamming; per non finire in automatico nel cestino è bene che il nostro database sia di qualità. Non è necessario avere molti contatti ma conta di più averne pochi, aggiornati e, soprattutto, interessati. La chiave del successo sta nel fare la proposta giusta alla persona giusta, interessata a quello che abbiamo da comunicare; in caso contrario, finiremo nel cestino come tutti gli altri.
A non finire in spam ci aiuterà anche l’oggetto che, ricordate, deve essere breve (al massimo 50 caratteri), non deve contenere troppe maiuscole o spazi ingiustificati ed essere coerente con il contesto. Dovrebbe anche incuriosire un po’, per spingere il destinatario ad aprire la posta. Simpatico l’oggetto di una promozione di Disneyland Paris che diceva: Ma i Rossi… sarebbero pronti a baciare una rana?! E all’interno della mail proseguiva con: Troppo timidi per un bacio?
La grafica è quella che contraddice il famoso detto “l’abito non fa il monaco”. Infatti, niente di più sbagliato! La prima impressione, i primi secondi di visualizzazione, sono sempre cruciali. Tenendo conto che il 47% delle newsletter che riceviamo riguarda proposte di viaggi e turismo, il nostro obiettivo è distinguerci. Dimenticate il carattere Times New Roman, così impersonale da diventare asettico. Ma evitate anche caratteri strani che rischiano di non essere riconosciuti dai pc dei destinatari. Quindi, puntate su Arial o Verdana. Attenzione ai colori, che siano pochi e tenui. Lesinate anche su grassetti, sottolineature (sono considerate dei link) e cambi di dimensione. La parola d’ordine dovrà essere sobrietà (che però non equivale a freddezza…. non facile eh?).
In poche parole, la differenziazione passa anche attraverso una grafica pulita e una comunicazione semplice e diretta che generi la famosa “call-to-action” ovvero che invogli il lettore a compiere un’azione. E l’azione da compiere siamo noi a deciderla: rimandare al nostro sito web per approfondire la notizia o far condividere l’informazione sui social network.
Se abbiamo superato i primi tre ostacoli, siamo quasi al traguardo. Ma per essere sicuri di raggiungerlo da campioni i contenuti sono fondamentali. Dobbiamo avere qualcosa da comunicare, che sia un articolo, un’intervista, una nuova proposta di pacchetto o di soggiorno, qualsiasi cosa che desti curiosità e che sia vantaggioso (meglio: interessante o accattivante) per chi riceve la proposta. Il vantaggio può essere economico, se proponiamo un soggiorno ad un prezzo speciale, o di contenuti, se sveliamo in anteprima delle informazioni riguardanti la nostra attività. Qui la parola d’ordine è: BREVITÀ.
Rispettati questi parametri, non dimenticate di fornire sempre tutti i recapiti utili a generare un contatto diretto, dal sito web al numero di telefono, all’indirizzo mail della persona da contattare.
A questo punto, buona redazione a tutti!



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shutterstock_350930La semplicità è la chiave. Questo è emerso nel corso di due importanti conferenze sul tema dell’email marketing e, nello specifico, sulla gestione dei dati anagrafici della clientela. I due eventi, Predicitive Analytics World ’09 e eTail West 2009, si sono tenuti rispettivamente a San Francisco e a Boston. Blog e articoli sulle riviste online hanno sviluppato molte delle altre tematiche ma, per quanto riguarda l’argomento specifico, si è affermato un assunto comune: assicuratevi di usare con produttività ed efficacia i dati e le informazioni a vostra disposizione, e ancora più importante, manteneteli semplici e facilmente comprensibili. Per una migliore comprensione, potremmo suddividere quanto discusso in tre punti principali:

- La quota di denaro che spetta alle azioni di marketing non va sprecata su clienti che non è necessario contattare. Molti sono convinti che, eliminando ogni operazione di direct marketing su clienti che non stanno comprando da più di due anni, possano essere già in linea con quanto detto. Tuttavia potrebbe non essere sufficiente. Eric Siegel, presidente dell’edizione di quest’anno della conferenza Predictive Analytics, invita a considerare l’opportunità di risparmiare ulteriore denaro evitando quei clienti che comprerebbero il tuo prodotto senza alcuna attività di comunicazione e, ancor più, quelli che potrebbero reagire infastiditi nel ricevere troppe promozioni o pubblicità.

- Prestate attenzione solo ai dati veramente importanti. La quantità di dati in nostro possesso derivanti dal web e non, come i profili di consumo o i profili personali di ogni singolo cliente, è imponente, ma quante di queste informazioni ha effettiva rilevanza operativa? Eric Rasmussen, responsabile ricerche per Shutterfly, pensa infatti che troppe aziende siano “dato-centriche” fino a pensare che le informazioni in loro possesso siano in grado di dare qualsiasi risposta. Dispongono di una quantità di dati immane che tuttavia non sono in grado di rendere utilizzabile. Focalizzate il vostro obiettivo, che si tratti di aumentare il vostro ricavo dalle prenotazioni online, piuttosto che aumentare il tasso di conversione quindi stringere il campo ai soli dati utili al fine di ricavare informazioni per il proprio obiettivo.

- Le informazioni dovrebbero essere utilizzate per formare il vostro team, e non prendere decisioni per esso. Se crediamo fermamente che le informazioni analitiche riguardanti l’anagrafica dei clienti siano fondamentali per un’approfondita analisi di ciò che sta realmente accadendo con la clientela, non dovrebbero tuttavia essere usate come strumento di calcolo al momento di prendere decisioni riguardanti il marketing. Larry Freed, relatore per eTail West afferma infatti che “i dati dovrebbero essere utilizzati per favorire la comprensione da parte del vostro staff del motivo delle vostre decisioni e il risultato che dovrebbero portare” e facendo ciò “individuare con precisione su quale leva spingere per guidare il vostro business verso un particolare obiettivo”. In soldoni, l’anagrafica vi serve per comprendere dove è necessario spendere il vostro tempo, utilizzate però il vostro intuito e la vostra esperienza di marketing per mettere in opera la strategia.



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3177646903_f397a9385c2Non è certo una novità il fatto che ormai i social network siano diventati il fenomeno predominante e caratteristico del web 2.0.
Le community dei social network hanno attratto nel 2008 il 67% dei navigatori, con un incremento, rispetto al 2007, del 5,4% a livello mondiale e del 9% in Italia.
C’è chi lo usa per rimanere in contatto con gli amici lontani, chi per fare nuove amicizie, chi ancora per motivi professionali, qualunque sia la finalità il social networking è diventato un mezzo così potente e diffuso tanto che sembra stia soppiantando la “vecchia e tradizionale” mail (studio Nielsen).
Che sia l’ormai popolare Facebook, piuttosto che Myspace o Twitter, sono quasi 5 milioni gli italiani iscritti a un social network (fonte: Università di Urbino), attratti dall’idea di appartenere a una comunità e che si servono di questo mezzo di comunicazione più immediato e sicuro.
E voi? Avete già inserito il vostro profilo? Cosa ne pensate?



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