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Editoria: Articoli pubblicati

Il potere della consapevolezza

Hospitality News

07-2008

Qualche sera fa sono stata ad una conferenza. Il relatore era il general manager di una grande impresa italiana che raccontava la sua esperienza di leader d’azienda. Quando sono entrata in sala ho cercato con lo sguardo una figura che rispecchiasse l’immagine che mi ero fatta di una persona di quel calibro. Non vedendo nessuno che con la sua presenza si imponesse sul resto dei convenuti, mi sono seduta aspettando il suo arrivo. Iniziata la serata prende la parola un uomo di mezza età che non avevo notato, piuttosto basso di statura e vestito in modo anonimo, quasi casuale (camicia bianca aperta su pantalone classico grigio). Anche il suo discorso inizia in modo casuale utilizzando parole come “niente…”, “ma…”, “allora, cosa posso dirvi…”. Il suo linguaggio non verbale (l’atteggiamento, la postura) non seguiva le regole della corretta comunicazione: guardava in basso, teneva le braccia conserte, camminava continuamente avanti e indietro e alla cintura gli pendeva un mazzo di chiavi che, ad ogni movimento, tintinnava fastidiosamente. Io che da tempo mi occupo di tecniche di comunicazione scritta e orale lo osservavo un po’ delusa, trovandomi in una situazione ben lontana da ciò che mi aspettavo. Ben presto però, man mano che il suo intervento prendeva corpo, mi sono resa conto che stavo ascoltando qualcosa di molto interessante e che mi trovavo davanti una persona creativa ma concreta, centrata e radicata, con i piedi ben piantati per terra. Ciò che raccontava aveva un suo preciso significato, un valore interno, una credibilità che si sostenevano benissimo da soli, anche senza il supporto delle più valide tecniche di comunicazione. “Che forza!” mi è venuto da pensare. Avevo davanti una persona che, senza trucchi ingegnosi ma solo appoggiandosi alla sua esperienza e alla consapevolezza dei risultati che aveva ottenuto, riusciva a comunicare con grande efficacia. Ma questo è ciò che succede anche a noi quando siamo di fronte agli altri: se ci affidiamo esclusivamente ai prodigi del marketing senza avere dentro di noi qualcosa di interessante, vero e sincero da comunicare a chi ci sta davanti, otterremo ben poca cosa. I nostri clienti cercano autenticità, unicità. Non serve rincorrere la straordinarietà e niente è più sbagliato del voler copiare ciò che fanno gli altri. Impariamo a proporre noi stessi al meglio, onestamente e sinceramente, e comunichiamo al nostro cliente che il suo benessere ci sta davvero a cuore. Glielo faremo capire con le nostre parole e con le nostre azioni che, se dettate dal cuore, avranno un grande valore ai suoi occhi. Sicuramente le tecniche ci aiutano ad essere più convincenti, a rendere più accattivante ciò che vogliamo proporre, ma restano delle cornici. Il contenuto lo dobbiamo mettere noi: sarà fatto di esperienza, di passione e di desiderio sincero di offrire a chi ci sta di fronte qualcosa in cui crediamo, che nasce dentro di noi ed è sostenuto dalla forza dei risultati.
Maria Antonietta Pelliccioni

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